Vm e la vicenda dieselgate. Il sindacato vuole chiarezza
Lodi (Fiom-Cgil): «Ribadiremo all’azienda le nostre preoccupazioni per il futuro» Domani c’è un incontro per discutere la cassa integrazione prevista per febbraio
CENTO. La vicenda dieselgate americano sta creando non poche preoccupazioni all’interno dello stabilimento VM. I motori diesel montati sulle auto Chrysler sono prodotti dallo stabilimento dieselistico centese. Da tempo è stato programmato un incontro per domani alle 11, nella fabbrica di via Ferrarese, per discutere di Cassa Integrazione ma sarà anche l’occasione per parlare di questo importante problema. Samuele Lodi segretario provinciale della Fiom Cgil, ha richiesto un incontro urgente con la direzione di Cento per sapere quali saranno le eventuali ripercussioni ma soprattutto quali le prospettive dello stabilimento. «Finora l’azienda non ci ha fornito alcuna risposta - afferma il diretto interessato -, già domani nel corso dell’incontro per definire la cassa integrazione a febbraio, ribadiremo le nostre preoccupazioni sul futuro di Vm. Fca starà certamente valutando quali saranno le ripercussioni per effetto del Dieselgate. Alla Vm si sta facendo cassa integrazione in modo massiccio dal marzo dello scorso anno e ora che la questione ci riguarda direttamente che cosa accadrà?».
Anche la Regione è stata chiamata ad intervenire, «affinché il gruppo Fca renda noto il piano industriale e quanto prevede per il futuro dello stabilimento centese e di intraprendere ogni azione opportuna per salvaguardare i lavoratori e gli attuali livelli occupazionali». È questa la richiesta nel question time di Piergiovanni Alleva, consigliere regionale de L’Altra Emilia Romagna, presentata dopo le notizie sul ‘dieselgate’ che vedrebbe protagonista la Fca e alcuni motori prodotti in casa Vm.
«In questi giorni – scrive Alleva – si è appreso dei controlli che l’Epa, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, ha stabilito sulle automobili diesel prodotte dal gruppo Fca. Nella stampa si ipotizza il reato per la Fca di aver inserito un software in grado di registrare un livello inferiore di emissioni nocive nei motori diesel dei modelli Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram prodotte dal 2014 al 2016, oltre 104.000 veicoli, equipaggiati con motori costruiti dalla VM a Cento del gruppo FCA» (il software non ha nulla a che fare lo stesso Alleva ne è conscio, ndr) con la produzione Vm, ma il crollo in borsa e le parole di possibile disimpegno sui motori diesel pronunciate da Marchionne non fanno ben sperare per la Vm, per questo viene richiesto di intervenire affinché si conosca il piano per il futuro». Le Authority Usa accusano la casa automobilistica Fiat Chrysler di aver falsato i dati sulle emissioni. E minacciano una multa da 4.6 miliardi di dollari. Dopo il dieselgate che aveva travolto Volkswagen, ma di fatto risparmiato l'ex casa torinese, ora gli strali dei controllori Usa si sono abbattuti sul gruppo Fca.(m.bar.)
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