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patrimonio a rischio

Al sicuro i quadri della Fondazione non quelli Carife

Ferrara sentirà la mancanza dell’attività di acquisizione da parte della Fondazione Carife dei capolavori dell’arte collegati alla città che vengono di volta in volta immessi sul mercato, «le...

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Ferrara sentirà la mancanza dell’attività di acquisizione da parte della Fondazione Carife dei capolavori dell’arte collegati alla città che vengono di volta in volta immessi sul mercato, «le procedure d’intervento statali sono più lunghe e farraginose, e si deve sempre fare i conti con 400 musei statali» è il rimpianto esplicito di Marina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi. Palazzo Crema come noto sta lottando per la sopravvivenza, dopo lo svuotamento della cassaforte della banca, «di certo in futuro non potremo più, o comunque in maniera molto limitata, essere protagonisti su questo fronte - ha confermato Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione - Anche per questo ci fa particolarmente piacere avere messo al sicuro le 109 opere della nostra quadreria, assicurandole alla città». Si tratta del nucleo di opere soprattutto del Seicento e del Settecento messe insieme a partire dal 1961 da Carife, che comprende la collezione Sacrati-Strozzi, depositata in Pinacoteca già nel 1984. Opere di grande pregio artistico e storico, «ce le chiedono continuamente, una andrà direttamente da Pechino dov’è attualmente esposta a San Pietroburgo, l’Allegoria bacchica del Bastianino è stata all’Expo nello spazio allestito da Sgarbi» annota Maiarelli. Il recente doppio vincolo imposto dalla Soprintendenza regionale divide le sorti di questa quadreria da quelle della Fondazione (senza cambiarne la proprietà, tuttavia): sono stabilite per sempre l’unitarietà della collezione e il suo legame con la città. Le opere di proprietà della banca, tra le quali Zola, Zucchini e un Tiziano, diventeranno di proprietà dell’acquirente di Carife, «auspichiamo che agisca con la stessa attenzione della Fondazione» hanno detto sia Maiarelli che Bagnoli.

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