Berco, si prevedono subito molte uscite volontarie
Nella fabbrica di Copparo i sindacati hanno tenuto le assemblee con i dipendenti «La partecipazione è stata massiccia: già lunedì ci saranno le prime domande»
COPPARO. Il nuovo accordo raggiunto tra i sindacati e la Berco è stato presentato ieri nelle quattro assemblee con i lavoratori svolte in diversi turni.
L’accordo, ricordiamolo, prevede in particolare uscite volontarie incentivate per 198 lavoratori (tra la sede di Copparo e quella di Castelfranco Veneto) e cassa integrazione per 12 mesi, contro i 300 licenziamenti previsti ad inizio trattativa. Ne hanno parlato con le Rsu, i segretari provinciali della Fiom Cgil, Samuele Govoni, della Fim Cisl, Sandra Rizzo e della Uilm Uil, Paolo Da Lan. I sindacati hanno annunciato ai dipendenti che dal prossimo lunedì si inizieranno gli incontri per il rinnovo del contratto aziendale, confermando i termini dell’intesa faticosamente raggiunta fra le controparti. E l’impressione è che già diversi operai proprio da lunedì faranno richiesta dei moduli per l’uscita volontaria.
«Le prime tre assemblee sono state molto partecipate - confermano all’unisono la Rizzo e Lodi, la quarta era per chi ha il turno della notte -; i dipendenti hanno capito le modalità dell’accordo, sono entrati nel merito dei vari argomento e fatto le giuste valutazioni e molte domande. Sono consapevoli della situazione e molto informati, in particolare quelli dei reparti interessati dalla riduzione di organico».
«C’è sostegno all’accordo raggiunto - aggiunge Lodi -, poi è chiaro che nessuno è contento, perché si parla pur sempre di una ristrutturazione, ma c’è consapevolezza che questa è l’intesa migliore che si poteva raggiungere».
Ora resta da capire quanto tempo ci vorrà per toccare quota 198 con le uscite volontarie incentivate. L’impressione, come detto, è che sono già diversi i dipendenti intenzionati a farlo: «In effetti - dicono i sindacalisti -, diversi hanno già fatto capire di volerlo fare da lunedì. I tempi non sono facili per il mondo del lavoro, ma la speranza è che queste persone abbiano già ben chiaro cosa fare nell’immediato futuro».
«Va ribadito - spiegano ancora i sindacati - che la mobilità sarà solo volontaria, mentre alcuni lavoratori hanno chiesto dei chiarimenti in vari aspetti del nuovo accordo: se il lavoratore non vuole, rimane in azienda. E, una volta al mese, si faranno delle verifiche periodiche sulle varie situazioni particolari ed esigenze che si presentano. Non si è più nell’ottica di esuberi, ma appunto l’accordo prevede solo un criterio di volontarietà. Inoltre, fra i vari altri punti, se da un lato l'azienda ribadisce la volontà di chiudere il reparto macchine utensili, c’è il no all’esternalizzazione di manutenzione e logistica». (f.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
