L’intero paese sarà messo sotto la lente
Le indagini si muovono su più fronti, a breve le convocazioni. Con un drone la ricostruzione delle ore del delitto
PONTELANGORINO. Pontelangorino, Caprile ma anche Codigoro (e molto probabilmente non solo) saranno ancora a lungo sotto lente di ingrandimento perché il caso Vincelli non solo non è chiuso, ma sul duplice omicidio si continua a indagare a 360º. È quanto annunciato ieri mattina a Bologna al Comando legione carabinieri “Emilia Romagna” dal comandante provinciale di Ferrara Andrea Desideri. «Al fine di evitare ogni forma di mistificazione del caso, abbiamo deciso di informare direttamente l’opinione pubblica su alcuni sviluppi relativi al duplice omicidio di Pontelangorino - ha spiegato Desideri e lo faremo illustrando le attività in essere che andranno avanti per diverse settimane. Il nucleo investigativo dei carabinieri di Ferrara assieme alla compagnia carabinieri di Comacchio ascolterà diverse persone già dai prossimi giorni». Praticamente tutto il paese di Pontelangorino sarà chiamato. La comunità è tanto piccola che inevitabilmente ogni famiglia vedrà una convocazione: «Non ci sono altre persone coinvolte, ma non possiamo e non vogliamo escludere nulla». Dagli interrogatori potrebbero emergere novità eventualmente sul ruolo, seppure marginale o comunque secondario di persone vicine ai due ragazzi, qualcuno che sapeva delle loro intenzioni o che in qualche modo nutriva sospetti. Diverse sono state le intercettazioni ambientali da parte dei carabinieri già la sera stessa del delitto, quando tutti gli amici del 16enne figlio della coppia sono arrivati davanti alla villetta e tra i quali c’era anche il 17enne, tenuto d’occhio dai militari per tutto il tempo.
Ma non finisce qui. «Parallelamente sarà portata avanti un’attività tecnica che riguarda un sopralluogo nella villetta e nel garage dove viveva il figlio della coppia uccisa. Non solo, per mezzo di un drone saranno catturare immagini dall’alto per accertamenti di natura cartografica». Ci sono ragioni specifiche alla base della scelta dell’utilizzo di tale strumento? «No, in realtà si tratta di un atto dovuto e le nuove tecnologie sono ormai usate costantemente - specifica Desideri - Il lavoro da prete dei tecnici sarà lunghissimo. Sono centinaia i reperti acquisiti nella villetta così come nel garage, nel giaridno e anche nelle auto di proprietà della famiglia. Controllato in ogni sua parte lo scooter del 16enne e molto probabilmente la scientifica tornerà ancora a Pontelangorino.
Altro scoglio, il movente. Cosa ha fatto realmente scatenare la furia dei ragazzi? La storia dei cattivi voti a scuola convince poco, potrebbe essere una causa ma non quella scatenante che sarebbe forse legata a qualcosa di più grosso, come hanno fatto intendere più volte i genitori del 17enne durante varie interviste. «Bisogna scavare nel loro passato, sviscerare la loro vita per arrivare a capire perché lo hanno fatto - conclude il comandante Andrea Desideri - Non sarà facile ma chiediamo la massima collaborazione perché ogni dettaglio può essere utile se non fondamentale». C’è ancora una lato oscuro in questa vicenda dal punto di vista investigativo? «No, direi proprio di no. Ma si può però fare luce su altri aspetti legati indirettamente».
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