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«L’ospedale va liberato senza prove di forza»

«L’ospedale va liberato senza prove di forza»

San Camillo, la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza Il prefetto convoca la Consulta a Ferrara per trovare una soluzione

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COMACCHIO. Al termine dell'incontro che si è tenuto ieri mattina in Prefettura con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto Michele Tortora ha disposto di convocare a Ferrara, prevedibilmente per la prossima settimana, la Consulta popolare per il san Camillo. L’esito della riunione è ritenuto positivo dal direttore generale dell’azienda Asl di Ferrara, Claudio Vagnini, il quale conferma che siano state «concordate le strategie per arrivare alla riapertura della struttura sanitaria San Camillo di Comacchio. Nessuno di noi vuole arrivare a prove di forza - prosegue Vagnini - ma si vuole giungere ad una soluzione in tempi brevi». All’incontro, convocato dal prefetto dopo le recenti prese di posizione della Consulta, in merito alla ventilata ipotesi di ospitare immigrati al terzo piano del San Camillo, erano presenti anche il sindaco Marco Fabbri, il presidente della provincia Tiziano Tagliani, il questore Antonio Sbordone e gli altri rappresentanti delle forze di polizia territoriali. Una volta trovata la quadra, per Vagnini si tratterà di delineare la “road map” per inserire al San Camillo i servizi deliberati dal Consiglio Comunale lagunare nel marzo 2016. Per il nuovo direttore generale dell’Asl di Ferrara l’eventualità di un braccio di ferro con la Consulta «sarebbe un torto alla comunità di Comacchio, perché si vogliono portare dentro alla struttura dei servizi, come la pediatria di base, che lavorerebbe a stretto fianco con la medicina di base, la neurospichiatria infantile, l’igiene pubblica ed altri servizi». Lapidario Tiziano Tagliani, presidente della provincia, nel confermare che «non sono emersi elementi nuovi. Dall’incontro è scaturita la volontà di dare esecuzione alle delibere della conferenza territoriale socio-sanitaria». Se Vagnini ribadisce di «non essere intenzionato a recedere dai propositi», la Consulta si sta preparando al comizio programmato per sabato alle ore 18.30 in piazza Folegatti. «Si deve tornare a discutere di tutto il progetto complessivo del San Camillo - interviene Giovanni Gelli della Consulta -. Dopo il primo incontro in Castello nell’estate 2015, la discussione è proseguita a Comacchio con Mauro Marabini e con i consulenti privati. Si doveva passare alla fase operativa. L’Asl avrebbe dovuto emanare un bando e invece c'è stato uno stop. Tutto si è arenato.». Per Gelli la discussione e le decisioni devono scaturire dal tavolo della commissione sanitaria locale.

«Sappiamo già quello che vuole dirci Vagnini, che ci ha definiti i detentori del verbo divino - conclude Gelli -, ma ci sono ancora tante questioni programmatiche da definire». La Consulta contesta la scelta di spostare le attenzioni sul terzo piano del San Camillo, dal momento che il secondo piano presenta aree in parte vuote e in parte sotto-utilizzate.

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