Lievi segnali di ripresa per l’artigianato in regione
La produzione è aumentata dello 0,7% grazie alla spinta dei mercati esteri In calo però le imprese (-2,4%) con 680 attività in meno nel giro di un anno
Due segni positivi consecutivi. Nel trimestre la produzione avanza dello 0,7 per cento. La crescita del fatturato e degli ordini resta positiva, ma rallenta. Sui mercati esteri crescono il fatturato e gli ordini. Gli effetti della recessione hanno ridotto le imprese attive del manifatturiero del 2,4 per cento. Tiene l’artigianato emiliano-romagnolo: nel terzo trimestre 2016 si continuano a percepire i segnali positivi già intravisti. Fatturato, produzione e ordini confermano il trend di crescita. Queste indicazioni emergono dall’indagine sulla congiuntura dell’artigianato realizzata in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna. L’andamento congiunturale si conferma moderatamente espansivo. Prosegue una discreta crescita della produzione industriale regionale, che per le imprese artigiane si è concretizzata in un ulteriore lieve miglioramento dell’attività produttiva.
Fatturato. Nel terzo trimestre il fatturato a prezzi correnti è aumentato solo lievemente (+0,3 per cento), la produzione, invece, è cresciuta dello 0,7 per cento, con una lieve accelerazione rispetto al trimestre precedente. La tendenza resta positiva anche per gli ordini (+0,2 per cento), ma appare leggermente più contenuta rispetto al periodo da aprile a giugno, fatto che induce a cautela per il futuro.
Export. Sono poche le imprese con accesso ai mercati esteri, ma queste ne hanno tratto ampio beneficio. Il fatturato estero ha messo a segno un aumento di rilievo nell’attuale congiuntura (+2,7 per cento) e anche la tendenza degli ordini esteri ha mostrato un’analoga accelerazione (+2,6 per cento).
Cassa integrazione. La cassa integrazione guadagni I primi dieci mesi del 2016 si sono chiusi con una forte crescita della Cig. Si è trattato esclusivamente d’interventi in deroga, le cui ore autorizzate all’artigianato sono ammontate a circa 3 milioni e 133 mila, in crescita del 39,6 per cento rispetto all’analogo periodo del 2015.
Il Registro delle imprese. Gli effetti della crisi trascorsa continuano a manifestarsi nell’emorragia delle imprese. A fine settembre le imprese artigiane attive nell’industria ammontavano a 28.951, in calo del 2,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, pari a 680 imprese in meno. La flessione è risultata leggermente superiore per le imprese attive artigiane manifatturiere nazionali (-2,0 per cento).
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