«Teniamo separate politica e arte»
Negri della filarmonica risponde alle parole di Boni del gruppo ’900
TRESIGALLO. Sul problema crisi volontariato e distacco di molti tresigallesi dalla vita del paese, compresa la scarsa presenza alle serate organizzate al Teatro ’900 interviene Maurizio Negri, direttore artistico dell’associazione musicale-filarmonica Tresigallo: «Vorrei riprendere l’intervista rilasciata dall’amico Adriano Boni, presidente dell’Associazione “Amici del teatro ’900”, per ringraziarlo delle belle parole espresse nei confronti della filarmonica, la quale è riuscita a regalare il tutto esaurito. Caro Adriano, sono comunque sorpreso dalle tue parole quando ti rivolgi “all’ampio mondo del volontariato tresigallese” e alla precedente amministrazione, scaricando su di esse le colpe della stagione teatrale non molto positiva. Capisco lo sfogo, e per il ruolo che ricopro so quanto sia malinconico e doloroso programmare uno spettacolo teatrale e ritrovarsi con la platea mezza vuota, ci siamo passati anche noi. Anche noi abbiamo suonato davanti a 30-40 persone, ma mai e poi mai abbiamo attribuito colpe ai politici di quel luogo o ai volontari delle associazioni locali. Il tuo accostare la platea mezza vuota con la politica ma, soprattutto, con l’assenteismo del volontariato, è un parallelismo che non fa bene e non aiuta l’arte in sé. Lanciare accuse sulle persone che supponi ti mancano in sala, solo ed esclusivamente perché di orientamento politico diverso dall’attuale amministrazione, è cosa grave e potrebbe essere strumentale per alcune persone. Il tutto esaurito al nostro concerto non era dato dalla presenza dei vecchi amministratori o dai Volontari (in tutto 15-20 persone) che, come stai supponendo, mancano ai tuoi spettacoli, probabilmente è lo spettacolo in sé che attira i tresigallesi e non solo quelli ad essere presenti in teatro».
«Ecco perché - conclude Negri - ti invito a scindere le scelte politiche dei cittadini tresigallesi con l’affluenza o meno agli spettacoli proposti. Noi, associazioni culturali di arte e spettacolo, che di eventi e manifestazioni riempiamo la nostra vita extralavorativa e la rigettiamo amorevolmente e appassionatamente al servizio degli altri, non dobbiamo cadere nel tranello della politica che ci vuole uno opposto all’altro. Permettimi, così, di disapprovare quanto hai dichiarato e allo stesso tempo invito a non demoralizzarti e a non pensare di interrompere l’attività nell’associazione: la tua passione e voglia di programmare spettacoli deve farti superare questo momento».
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