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per lei anche procedimento disciplinare dell’ordine

Falsi e truffa al cliente, avvocatessa nei guai

Falsi e truffa al cliente, avvocatessa nei guai

La procura chiude l’inchiesta: l’accusa, il legale ha inventato i documenti di una causa civile

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L'indagine è stata velocissima, anche perchè le presunte “prove” sono tutte documentali: atti giudiziari falsificati, addirittura usando il nome del giudice che seguiva la causa. Fatti che il pm Ciro Alberto Savino ha tradotto nel provvedimento di chiusura dell’inchiesta - è una sorta di prerichiesta di giudizio - a carico di un avvocatessa di Ferrara, L.G, 52 anni, per i reati di truffa, falso e patrocinio infedele.

Avvocatessa che durante l’inchiesta, ai suoi difensori, ha sempre sostenuto di essere totalmente estranea. Secondo l’accusa, attivata da una precisa denuncia del cliente dell’avvocatessa che lo assisteva in una causa civile, lei stessa aveva esibito documenti che lei stesa aveva falsificato: falsi macroscopici in cui addirittura avrebbe inventato una opposizione ad un decreto ingiuntivo, e quindi - di conseguenza - inventò un atto in cui veniva fissata l'udienza per la discussione, con tanto di firma dell'ignaro giudice del tribunale di Ferrara (Alessandro D’Ancona), dove in realtà era pendente la causa. Come si ricorda i fatti diventarono di dominio pubblico a metà novembre scorso, quando scattò una perquisizione in ufficio e in casa del legale, accusato - lo ribadiamo - dal cliente stesse che denunciò di esser stato ingannato, dopo essere stato rassicurato che la causa andava avanti e bene, vista la consegna di documenti - falsificati - del giudice stesso (Alessandro D'Ancona). Ora l’avvocatessa tramite i propri legali potrà difendersi davanti al pm Savino, ma lo dovrà fare soprattutto davanti agli organi disciplinari dell’Ordine avvocati. Ordine forense cittadino che attende formalmente che la posizione dell’avvocatessa venga definita (dopo il rinvio a giudizio che valuterà il giudice all’udienza preliminare) e quindi tutti gli atti verranno inviati al consiglio disciplinare di Bologna, organo che da 2 anni valuta e definisce i procedimenti dagli avvocati dell’Ordine ferrarese.

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