«I dipendenti della Cassa ora collaborino con noi»
Il comitato “No salva banche” non molla. Ieri gli attivisti, con in testa Antonio Alia, si sono ritrovati sotto le finestre della sede provinciale del Pd, in via Frizzi 19. Slogan, “richiami” più o...
Il comitato “No salva banche” non molla. Ieri gli attivisti, con in testa Antonio Alia, si sono ritrovati sotto le finestre della sede provinciale del Pd, in via Frizzi 19. Slogan, “richiami” più o meno precisi a Paolo Calvano (consigliere regionale del Pd), a Marcella Zappatterra (sua collega in Regione) e a Luigi Vitellio, segretario provinciale dei democratici. Insomma, le istituzioni. E l’annuncio che il 25 gennaio si svolgerà, come programmato, una manifestazione a Roma. Mezzora buona per ribadire le posizioni del comitato ma soprattutto per lanciare un appello a tutti i dipendenti della Carife perché, come ha tuonato lo stesso Alia, «ci diano una mano, escano allo scoperto, senza timori, loro sanno le segrete cose, e quindi ci aiutino a capire cosa sta succedendo». Infinita (così pare) crisi Carife. Nella vicenda del tentativo di salvataggio delle 4 banche (Carife, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti), quelli del No Salva-banche chiedono che venga usato lo stesso metodo che si sta usando per il salvataggio del Mps: in sostanza si chiede l’impegno tempestivo del Governo e di tutti gli esponenti politici affinché si estenda ai risparmiatori azzerati delle 4 banche esclusi dai rimborsi, la medesima tutela riservata agli investitori d el Montepaschi Siena con il decreto Salva Risparmio. «Si è generata - hanno proseguito Alia e amici - una disparità di trattamento e di tutela per i risparmiatori coinvolti inaccettabile, considerato che la tutela costituzionale del risparmio debba valere indistintamente per tutti i cittadini». Mentre infatti in questi giorni il Governo ha deliberato l’intervento pubblico nell’istituto senese attuando una ricapitalizzazione preventiva garantendo così la massima tutela possibile anche a tutti gli investitori, per i 4 istituti il precedente Governo ha scelto di non intervenire tempestivamente con una ricapitalizzazione preventiva come quella attuata oggi per il Montepaschi. Si è così permesso che la situazione patrimoniale degenerasse fino alla risoluzione ed al conseguente azzeramento di 130mila risparmiatori che, ancora oggi, gridano giustizia, delusi ancora di più dal fatto che, alla luce della soluzione trovata per il Monte dei Paschi di Siena, apprendono che la scelta del loro azzeramento non dipende da vincoli dell’Ue (come era stato sempre riferito), ma univocamente ad una scelta politica del precedente Governo. Così come confermato anche dalla lettera, diffusa pubblicamente più di un anno fa, del commissario europeo Vestager al Governo italiano. Dunque, tirando una riga, il timore già altre volte confermato: si vuole, col Salva-banche, risarcire soltanto alcuni? E perché, «ha quindi concluso Alia - il Pd non si è mai presentato ai nostri incontri?».
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