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Sei rose rosse per i coniugi Vincelli

Sei rose rosse per i coniugi Vincelli

Torino, cerimonia in forma privata. Don Lavelli: le cose che non capiamo siano rimesse a qualcosa di più grande

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TORINO. Sono stati celebrati ieri a Torino, nella chiesa di Santa Giulia, i funerali di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, i coniugi uccisi a Pontelangorino lo scorso 10 gennaio. Per l’omicidio sono in carcere il figlio sedicenne della coppia, trasferito nei giorni scorsi al minorile «Ferrante Aporti» di Torino, e un amico, anche lui minorenne. Le esequie sono state celebrate in forma strettamente privata.

Tre rose rosse con fiorellini bianchi stretti da un fiocco azzurro appoggiate su ciascuna delle due bare di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni. Accanto al figlio Alessandro i parenti e gli amici più stretti. A celebrare le esequie don Stefano Lavelli, che ha detto: «Sono tanti i sentimenti che albergano nel nostro cuore, le cose che capiamo e quelle che non abbiamo ancora capito, le cose che premono nello stomaco, nel cuore e nella testa, vengano rimesse davanti a qualcosa di più grande di noi». È stata una cerimonia ristretta e discreta. Un centinaio di persone hanno accompagnato le due bare: sopra, un copricassa con tre rose rosse. «Credo - ha detto don Lavelli dopo la lettura del passo del Vangelo di Giovanni sulla resurrezione di Lazzaro - siano tanti e di vario genere i sentimenti che albergano nei nostri cuori». «Vorrei guardare assieme a voi - ha aggiunto - come Gesù sta davanti a una persona cara, per poter cogliere qualcosa che possa aiutarci a vivere questo momento».

Rifiutata la proposta del vescovo di Ferrara, che si era offerto di officiare una messa solenne in Duomo, i familiari hanno infatti chiesto e ottenuto un rito in forma strettamente privata. Dopo la funzione le salme sono state trasferite al tempo crematorio della Socrem, nel cimitero monumentale.

Per ricordare la coppia, il vescovo Negri celebrerà comunque una messa l’11 di febbraio mentre don Marco Polmonari già oggi durante le funzioni ricorderà la coppia e tutti coloro che in diversi modi restano vittime di questa vicenda. «Siamo ancora distrutti», il commento di don Marco.

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