Scoprono dove è stato sepolto il bisnonno disperso in guerra
I coniugi Cappellari con una ricerca storica fanno luce su una vicenda di un secolo fa. Ricostruita l’odissea bellica dell’antenato Luigi Buzzi morto in prigionia in Slovacchia
Risultava disperso in guerra, uno dei tanti che non ha fatto più ritorno a casa dopo la carneficina della Prima guerra mondiale, che ha ucciso milioni di giovani tra cui seicentomila soldati italiani, fra i quali alcune migliaia di ferraresi.
Nessuno sapeva più nulla delle sue sorti, nè tanto meno dove e quando fosse morto. Luigi Buzzi, ferrarese, classe 1884, fino a pochi mesi fa era un disperso di guerra, ma grazie alla passione per la ricerca storica dei suoi pronipoti, ora si conosce la sua odissea bellica e soprattutto il luogo di sepoltura a Samorin nell’attuale Slovacchia. La storia del bisnonno è stata portata alla luce da Silvia Succi e dal marito Lorenzo Cappellari, dell’associazione culturale “Pico Cavalieri” di Ferrara, che da anni si occupa di ricerca storica e in particolare di vicende legate alla Prima guerra mondiale.
Silvia e Lorenzo, con l’aiuto prezioso di Alberto Burato, medico e ricercatore storico, sono riusciti a restituire la memoria completa del loro antenato disperso durante la Grande Guerra quasi un secolo fa.
L'unico documento in possesso di Giuliana Buzzi e Silvia Succi, rispettivamente nipote e pronipote del soldato Luigi Buzzi, è il libretto della pensione di guerra intestato alla moglie del disperso, Alcide Spagnoli (1891-1967).
Nell'albo d'oro del ministero della difesa, relativo ai caduti della Prima guerra mondiale, risulta che il soldato Luigi Buzzi morì in prigionia, ma non viene specificato dove, né la data del decesso.
Ricerche effettuate in questi ultimi mesi nei registri dell'anagrafe di Ferrara, nella parrocchia di Santa Sofia di Canaro (Ro) dove Buzzi si era sposato, nell'archivio storico di Padova e nella “rete”, hanno permesso di ricostruire la vicenda umana del caduto.
Luigi Buzzi, figlio di Antonio nacque a Ravalle il 14 settembre 1884 e si trasferì a Canaro (Rovigo) all'età di 2 anni. Nel 1910 si sposò e dal matrimonio nacquero due figli. Con l'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio 1915, Luigi fu richiamato alle armi ed assegnato ad una compagnia di fanteria come addetto alla mitragliatrice. Fu catturato prigioniero dagli austriaci il 28 ottobre 1917 - nei giorni della disfatta di Caporetto - sul monte Sei Busi, nelle cui vicinanze venne poi eretto il sacrario di Redipuglia.
Internato in prigionia nel campo di concentramento di Somorya allora in Ungheria (oggi Samorin, regione di Trnava, in Slovacchia), tristemente famoso per le durezza delle condizioni di detenzione con cui veniva trattati i prigionieri di guerra, in quel luogo morì, probabilmente di stenti e di malattia, all'età di 32 anni, il 24 gennaio 1918. Fu tumulato nel cimitero militare della città dove ancora oggi riposa insieme agli altri 1991 prigionieri italiani che persero la vita in quel luogo.
Nel cimitero di Samorin è stato costruito un monumento funebre comune per caduti italiani. Altri 25 soldati provenienti da Ferrara e provincia sono sepolti a Samorin. In totale furono 5400 i soldati ferraresi deceduti durante la Grande Guerra, dei quali 557 in prigionia.
Martedì 24 gennaio 2017, dopo 99 anni esatti, i familiari di Luigi Buzzi si ritroveranno nella chiesa di S. Giovanni Evangelista a Quacchio, alle ore 18, per una S. Messa in ricordo del caduto. Ora hanno una data per ricordare il loro congiunto.
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