Artigianale, la parola chiave
L’esempio di “Birra Frara” che è passata alla vendita diretta
FERRARA. La parola chiave è sempre la stessa: “artigianale”. L’idea di fondo anche: colmare una lacuna di mercato.
A cambiare è il prodotto; non più panini, hamburger o piatti pronti ma un boccale di birra. Tra i nuovi esercizi gastronomici aperti a novembre nel cuore della città, c’è “Birra Frara”, un altro tassello della filiera turistico-alimentare che si è aggiunto per rianimare un centro storico spopolato dalla crisi. In realtà, la birra artigianale ferrarese si sta facendo strada già da alcuni anni tra gli appassionati, come ricorda il titolare di Birra Frara Marcello Colombari. Per lui l’avventura è cominciata cinque anni fa - unendo le sue grandi passioni: la birra e la sua città - come produttore-artigiano.
Da rifornitore di birrerie, Marcello è poi passato alla vendita diretta, aprendo un negozio tutto suo in via Carlo Mayr: «L’idea della birra artigianale non era ancora germogliata a Ferrara, e mi sono impegnato per far conoscere questo prodotto alla città».
Dopo cinque anni, il trasloco nella centralissima San Romano con la possibilità «di far sedere i clienti e metterli comodi».
Dopo circa due mesi, la risposta è stata incoraggiante, anche se i primi a raccogliere la proposta sono stati, ancora una volta, i turisti.
«Da ferrarese dico che ai ferraresi serve sempre un po’ più di tempo per digerire le novità, così come restano molto legati alle loro tradizioni e alle loro abitudini una volta che hanno fatto proprio un prodotto. La mia idea iniziale è stata proprio quella di “parlare” ai ferraresi, ma l’impatto con i turisti è stato più immediato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
