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Comacchio

«Un intervento di sette ore alle mani»

«Un intervento di sette ore alle mani»

Parlano i genitori del giovane rimasto ferito dallo scoppio del petardo che stava confezionando in casa

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COMACCHIO. Dopo un lungo e delicato intervento di microchirurgia durato sino alle 7 di ieri mattina (22 gennaio), Michele Nordi, il 28enne comacchiese rimasto gravemente ferito alle mani e al volto, mentre sabato pomeriggio stava confezionando artigianalmente un petardo nella sua camera da letto, ha rassicurato i propri genitori. Riportando loro le parole dei medici. «Ci ha riferito - racconta la mamma Maria Antonietta -, che gli specialisti hanno confermato la riuscita dell’intervento e che tutto è rimediabile, anche la ferita riportata all'occhio».

Il giovane cuoco stagionale del camping Spina del Lido di Spina, promosso recentemente a chef, dando sfoggio alla propria creatività, sabato pomeriggio ha rischiato la vita, dopo che il petardo su cui stava armeggiando, posto in un contenitore di vetro, gli è improvvisamente esploso tra le mani. «La mia vita si è fermata ieri pomeriggio - dichiara ancora provata la mamma di Michele -. Io e mio marito Gaetano eravamo qui seduti sul divano, quando abbiamo sentito uno scoppio fortissimo. Mio marito si è precipitato lungo le scale, mentre mio figlio sanguinante ha avuto la forza con una spallata di buttare giù la porta, che per lo scoppio si era mossa». Nella stanza accanto c'erano i nipotini Francesco e Gabriele, affezionatissimi allo zio Michele, che fortunatamente non hanno riportato conseguenze.

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«Non potevo aspettare che arrivasse l'ambulanza - prosegue Gaetano, papà del giovane chef -, e dopo aver avvolto con una vestaglia un braccio, ho caricato mio figlio in macchina e in dieci minuti eravamo già all'Ospedale del Delta».

Ieri mattina padre Jean, parroco della chiesa del villaggio Raibosola, durante la messa ha rassicurato i parrocchiani sul buon esito del lungo intervento chirurgico, durato oltre dieci ore, nel centro di chirurgia della mano di Modena, dove Michele è stato trasportato d'urgenza nello stesso pomeriggio di sabato.

«Mio figlio è un ragazzo semplice, come me - va avanti mamma Maria Antonietta -, non ama uscire e in inverno preferisce coltivare in casa le sue passioni, quella per la cucina e quella per il computer. Non abbiamo chiuso occhio stanotte. È una cosa troppo grande, ma con la forza della preghiera si risolve tutto».

In queste ore la famiglia di Michele, conosciuta e stimata anche a Porto Garibaldi, dove il capofamiglia Gaetano è un veterano tra i volontari della Festa dell'ospitalità, sta ricevendo il sostegno, l'affetto ed il calore di tanti parenti e compaesani. Ieri mattina Michele ha ricevuto a Modena la visita del papà, «ma non vuole vedere ora la mamma - dicono affranti i due genitori -, per non farla soffrire. Torneremo sabato a trovarlo, perché ci ha chiesto di non preoccuparci, dato che è andato tutto bene.»

Katia Romagnoli

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