«Aggredita alle spalle mentre rincasavo»
Ferrara, Adalgisa Tebaldi, 85 anni, nella caduta si è fratturata il bacino: «Erano in due, molto giovani. Non hanno detto una parola»
FERRARA. Lei, che a 85 anni compiuti saliva tutti i giorni i 46 gradini che portano al suo appartamento, adesso è immobilizzata a letto «piena di dolore». La signora Adalgisa Tebaldi ha sguardi di sofferta malinconia mentre racconta come è stata aggredita e rapinata, domenica pomeriggio, mentre rientrava a casa in via Solferino nel quartiere Barco.
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Trascinata a terra da due malviventi, ha riportato la frattura del bacino e dovrà stare immobile per almeno tre settimane, strappata alla sua quotidianità fatta di mansioni domestiche, ginnastica due volte alla settimana e volontariato al Centro di promozione sociale del Barco. Proprio da lì stava tornando quando è stata assalita: «Erano circa le 18.30, avevo fatto il mio solito tragitto percorrendo via Indipendenza. Avevo appena infilato le chiavi nella porta della palazzina quando li ho sentiti arrivare. Erano due, molto giovani, avranno avuto vent’anni. Uno con un giubbotto beige e i capelli tirati da parte con la riga, l’altro vestito di grigio. Mi sono venuti addosso e hanno afferrato la sportina di stoffa che avevo al braccio, io ho tirato con tutte e due le mani per non lasciargliela prendere e allora mi hanno trascinata a terra, facendomi cadere. E sono scappati. Il tutto senza pronunciare una parola».
La signora è caduta in avanti, ma ha cercato subito di rialzarsi: «Ho cominciato a gridare e a suonare i campanelli. Mi hanno soccorsa alcuni vicini, poi sono arrivati i carabinieri che mi hanno accompagnata alla caserma di Pontelagoscuro per fare denuncia».
La conseguenze della caduta non si sono manifestate subito. Adalgisa è rimasta seduta a lungo alla stazione dei carabinieri, solo quando è stato il momento di rialzarsi «mi sono accorta che non riuscivo a mettermi in piedi, tanto forte era il male».
Portata all’ospedale di Cona in ambulanza, Adalgisa è arrivata alle 21.30 al pronto soccorso ed è stata dimessa alle 3.30 con una prognosi di 21 giorni per la frattura del bacino.
«Ti tenevano d’occhio, ti hanno seguita», sostiene la sorella che in questi giorni l’accudisce. Adalgisa infatti presta servizio volontario al bar del Centro anziani, e i malviventi con ogni probabilità erano convinti che portasse nella borsa l’incasso. «E pensare che non tengo mai soldi con me. Proprio quel giorno però avevo 190 euro per pura combinazione. Me li avevano affidati perché li consegnassi a una persona che dovevo incontrare al Centro del Barco, ma non è venuta e così erano rimasti a me».
La tenacia con cui Adalgisa ha cercato di trattenere la borsetta si spiega anche con il dispiacere di perdere denaro non suo. È verosimile che i due scippatori-rapinatori avessero osservato in precedenza le abitudini dell’anziana, confidando di sottrarle il fantomatico incasso del bar. Domenica l’hanno seguita fin dall’uscita dal Centro sociale, lungo via Indipendenza e fino a via Solferino, che in quel momento era deserta.
«Quando leggo sul giornale che qualche anziano viene rapinato o scippato mi dispiace sempre tanto - conclude Adalgisa, che per anni ha gestito l’edicola di viale Savonuzzi - ma non avrei mai immaginato che un giorno sarebbe capitato a me».
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