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Carife, le uscite sono 330 l’azienda ne cerca di più

Carife, le uscite sono 330 l’azienda ne cerca di più

Accordo valido, riaperti però i termini per le domande fino al 27 gennaio. Poi toccherà ai tagli alla rete delle filiali: una cinquantina a rischio chiusura

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FERRARA. Con gli esuberi Carife si va ai tempi supplementari. Il tavolo azienda-sindacati, al termine di cinque ore di confronto, ha infatti deciso di riaprire i termini per le adesioni volontarie alle tre opzioni previste dall’accordo di San Silvestro, anche se l’obiettivo minimo per la validità dei patti è stato ampiamente superato. La soglia era come noto fissata a 300 adesioni e ne sono giunte 330, a -20 dalla quota gradita dall’azienda, che è appunto 350. Il dato è molto alto e quasi sorprendente, considerato l’approccio piuttosto lento: evidentemente c’è stato un vero e proprio rush finale nelle adesioni. La riapertura dei termini vale fino al 27 gennaio, con riconvocazione del tavolo il 31 gennaio, e riguarda evidentemente le due opzioni di licenziamento volontario, visto che i pre-pensionamenti con scivolo di 5 anni sono stati sostanzialmente esauriti, con 98 adesioni. L’opzione più gettonata è stata quella emergenziale, che dà l’accesso ai benefici della mobilità per due anni con l’aggiunta di 40 mesi di stipendio lordi: è stata scelta da 171 dipendenti. Minoritaria l’opzione delle 48 mensilità secche e uscita immediata, che ha raccolto 61 domande.

Il contributo più consistente viene dai dipendenti ferraresi. Sono ben 241 le richieste di adesione provenienti da Ferrara e provincia, seguite a grande distanza da Napoli, con 26 adesioni (quindi una ventina di dipendenti di Commercio e finanza hanno scelto di trasferirsi a Ferrara dopo la chiusura degli uffici napoletani); poi hanno lasciato 21 dipendenti modenesi, e questo è un dato atteso in quanto l’annunciato arrivo della modenese Bper mette a rischio i loro posti. Ecco le altre suddivisioni territoriali: 8 esodi da Bologna e Reggio Emilia, 7 da Rovigo e Padova, 6 da Parma, 4 da Roma e 2 da Ravenna. Per quanto riguarda le articolazioni interne, bisogna annotare che 163 domande sono state presentate da impiegati della rete delle filiali, 139 dei servizi centrali e i rimanenti arrivano da altri settori aziendali. Una sorpresa il “sorpasso” della rete nei confronti dei servizi centrali, che rischiano trasferimenti in blocco a Modena in caso di passaggio a Bper? «Bisogna tener conto del livello di stress al quale sono stati sottoposti i dipendenti della rete - è la risposta di Maria Teresa Ruzza, segretaria nazionale della Uil credito - A partire dalla risoluzione del novembre 2015, in particolare, la pressione dei clienti e dei risparmiatori arrabbiati è stata molto forte, c’è chi non andava più in pizzeria per non essere riconosciuto e “aggredito”. Una valutazione dei risultati? Direi particolarmente significativi, “buchi” operativi se ne creeranno ma bisogna tener conto della situazione di grande emergenza nella quale ci trovavamo». I dipendenti che hanno aderito sono solo 3 su 330.

La riapertura dei termini esclude il ricorso allo scivolo a sette anni («non ci sono soldi») e anticipa il prossimo confronto, ancora con Nuova Carife, sul taglio delle filiali. Alle 7 che chiuderanno in aprile potrebbero aggiungersene un’altra cinquantina, in linea con l’organico rimanente dopo gli esodi.

Ieri Luigi Vitellio (Pd) ha proposto la convocazione in commissione comunale di Bper, non appena ci saranno passi ufficiali.

Stefano Ciervo

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