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Federmeccanica e contratto la linea centrale del welfare

Federmeccanica e contratto la linea centrale del welfare

Risale al 26 novembre scorso la firma del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Di sicuro non è più come un tempo, quando un momento come questo condizionava fortemente, anzi trainava, i...

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Risale al 26 novembre scorso la firma del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Di sicuro non è più come un tempo, quando un momento come questo condizionava fortemente, anzi trainava, i cambiamenti delle condizioni di lavoro negli altri settori produttivi. Comunque la novità è rilevante, tanto che da diverse parti si è parlato di svolta.

«È un contratto di rinnovamento», sostiene con una formula Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, l'organizzazione sindacale degli industriali, ieri mattina in città per incontrare le aziende ferraresi associate a Unindustria e spiegare nel dettaglio i contenuti dell'accordo con Cgil, Cisl e Uil.

«Con questa firma - prosegue l'ex manager del Nuovo Pignone, da tre anni ai vertici di Federmeccanica - si è cercato di affrontare i problemi reali che sono sul campo, attraverso un approccio pragmatico. Abbiamo sempre detto che dovevamo sederci al tavolo avendo due principi: la condizione delle persone che lavorano e delle imprese concepite in termini di soggetti di bene comune. Il tutto declinando regole e strumenti funzionali ad applicare queste direttive».

Il cuore dell'intesa è rappresentato dalla messa in secondo piano degli aumenti di stipendio fissi, tramite l'adeguamento all'inflazione reale, e di conseguenza una maggiore rilevanza riservata ai temi del welfare (benefici flessibili, assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare) e della formazione, oltre che di una sempre più spinta condivisione tra le parti degli obiettivi e dei risultati.

«C'è l'obiettivo - riconosce Franchi - di rendere più centrale il welfare aziendale, con benefici che vanno sia ai lavoratori, i quali potranno contare su un'assistenza sanitaria di tipo gratuito, sia alle aziende a cui vengono garantiti costi sopportabili». Il rinnovo è stato approvato dai lavoratori dopo una consultazione: anche la Fiom-Cgil ha detto sì, pur scontando un certo malumore interno. «Tutti hanno creduto nel confronto e nel dialogo; la firma del contratto è avvenuta in modo che ogni soggetto fosse in grado di riconoscersi», dice il dg di Federmeccanica. Una battuta sulle difficoltà che alcune grandi fabbriche metalmeccaniche, come Berco e Vm, stanno vivendo in provincia: «Negli anni della crisi abbiamo perso, in Italia, il 30% della produzione e 300mila posti di lavoro. Ora il nostro obiettivo deve essere quello di evitare ulteriori dissanguamenti - conclude Franchi - difendendo allo stesso tempo l'occupazione e la salute delle imprese. C'è l'obbligo di tornare a produrre ricchezza e da qual momento in poi si potrà redistribuirla».

Fabio Terminali

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