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Il Circolo dell’Unione ha un sogno: diventare la casa della cultura

di Marcello Pulidori
Il Circolo dell’Unione ha un sogno: diventare la casa della cultura

Le intenzioni e i programmi del presidente eletto Paolo Sani Nato nel 1803, oggi il sodalizio ha sede nel Palazzo Aventi

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I luoghi della socialità. Si ha la sensazione di trovarsi in mezzo alla storia quando si entra a Palazzo Aventi, in via Alberto Lollio, e se ne visitano le splendide sale. Siamo nella sede del Circolo dell’Unione, e ci accoglie il mecenate neo eletto presidente, Paolo Sani (che resterà in carica per i prossimi 3 anni). Il Circolo dell’Unione è il cugino (ma non definiteli parenti, per carità) del Circolo Negozianti. Luoghi dello svago, dell’intrattenimento legato alla parola, alla cultura, alla storia, ma anche al piacere. Istituzione privata, conta oggi oltre 70 soci. È uno dei più antichi Circoli d’Italia, fondato nel 1803. Tanti gli ambienti, compreso il salone di rappresentanza, tutti di eguale fascino. «Pensare che allora - ci spiega Sani - Ferrara aveva 20mila abitanti, e di questi 450 erano soci del Circolo». Non ci sono fini di lucro. Sani ci tiene a ribadire un paio di concetti base: «Prima di tutto - ci dice - vorrei fare di questo Circolo la casa della cultura ferrarese (progetto ambizioso e ammirevole, ndr), facendo vivere il Circolo attraverso incontri, lezioni, conferenze. Ad esempio - prosegue Sani - voglio organizzare un dibattito a sfondo religioso tra il vescovo, il rabbino e il rappresentante della comunità islamica». Il secondo concetto base: Sani vuole aprire il Circolo alla città, «consentendo alcuni accessi anche ai non soci». Per fare parte del Circolo, nel frattempo, è previsto il pagamento di una quota. Gli interni, compreso uno splendido pianoforte, riconciliano col mondo: stucchi, specchi, tappeti, tavoli e tavolini antichi, arazzi, drappeggi. La classica casa alto borghese ferrarese, quella che Giorgio Bassani ha così mirabilmente tramandato al mondo ne Il giardino dei Finzi-Contini. Qualcosa di molto vicino al salotto culturale, ma forse meno snob. «Qui si viene per godersi i piaceri che un luogo come questo conserva - prosegue Sani - , e cioè dialogare, scambiare idee, confrontarsi, discutere, ascoltare, divertirsi, leggere, scrivere. O giocare a carte o a biliardo, a scacchi o a dama, colloquiare, intervenire a feste danzanti. Insomma, la sintesi quasi perfetta tra gli hobby, la cultura e il suo propagarsi, la storia di Ferrara ma anche, si diceva, la necessità del piacere nelle sue diverse forme. Sani ha le idee chiare e anche il piglio autorevole di chi sa quello che vuole. Certo i temi sui quali confrontarsi a Ferrara non mancano. La pigra Ferrara, quella - ricorda con noi il neo presidente - che «De Chirico amava definire la città dei matti, forse - spiegava - a causa degli effluvi provenienti dai maceri dove veniva battuta la canapa». Era il 1920. E la città era ancora una capitale della cultura europea. Il Circolo dell’Unione vuole tornare a far sentire il profumo di quei fasti. Guardando al futuro. Un giorno dopo l’altro.

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