Legambiente: gestione opaca delle procedure urbanistiche a Comacchio
Il circolo Delta Po interviene dopo la sentenza Regina Maris: troppe volte superati i vincoli ambientali
FERRARA. Legambiente commenta positivamente la sentenza del processo sul Residence Regina Mare a Lido di Pomposa, che ha portato "alla conferma di un colossale abuso edilizio su sei ettari di costa a Lido Pomposa, nel Comune di Comacchio e alla condanna in primo grado degli imputati considerati i responsabili - sottolinea Marino Rizzati del circolo Delta Po - Una vicenda su cui Legambiente Emilia Romagna ed il circolo Legambiente di Comacchio erano coinvolti da tempo, tanto da portare l'associazione a più di una segnalazione in procura tra il 2008 ed il 2016. Un caso importante questo ma non isolato, date le numerose segnalazioni dell'associazione su più di una vicenda urbanistica e le diverse battaglie in corso sul piano legale".
La vicenda per Legambiente alimenta "dubbi sulla gestione a dir poco opaca delle procedure urbanistiche avvenuta negli ultimi 15 anni nel Comune ferrarese. Fatto già grave in se, ma ancora peggiore se consideriamo l’importanza naturalistica e di preservazione della biodiversità di una delle aree più delicate della regione come quella del Delta del Po, da troppi anni sotto attacco del cemento. Ora - invoca l’associazione - si apra subito una approfondita analisi delle procedure urbanistiche che in questi anni hanno portato troppe volte a superare i molti vincoli ambientali derivanti da norme nazionali, oltre che dallo stesso Piano paesistico regionale, ed hanno riguardato tanto le scelte del Comune di Comacchio quanto i pareri della Provincia di Ferrara”.
Legambiente ringrazia la Procura e della Guardia di Finanza, per "l'accurato lavoro di approfondimento svolto in questi anni”.
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