«Taglio dell’Irpef e sgravi, ma manca una politica fiscale»
Il presidente Guidi parla delle novità in materia tributaria Una legge di stabilità con gioie e dolori per gli agricoltori
Il 2017 per le imprese agricole si apre con importanti novità in merito alla nuova Legge di Bilancio approvata lo scorso mese dal Governo.
Tra le misure della nuova Legge di Stabilità per l'agricoltura sono previste il taglio dell'Irpef agricola 2017, con la cancellazione dell'Irpef sulle rendite catastali delle imprese agricole; l’esonero contributivo per gli agricoltori under 40 che aprono una nuova impresa; lo sgravio sarà al 100% per i primi 3 anni, e poi al 66% il quarto anno e al 50% il quinto e 100 milioni di euro in investimenti per il made in Italy.
Dopo l'abolizione dell'IMU agricola e dell'IRAP agricola arriva quindi una nuova misura rivolta all'abbassamento del carico fiscale per gli agricoltori, un risparmio sui terreni, che tutto insieme, potrebbe arrivare a 1,3 miliardi di euro in 2 anni, di cui 134 milioni solo con l'abolizione Irpef agricola con la Legge di Stabilità 2017.
Lo sgravio fiscale per i terreni agricoli avverrà in modo graduale a partire dal 2018, iniziando e proseguendo nel tempo, con una riduzione progressiva in 3 anni.
Un'altra importantissima novità che riguarda sempre il settore èì un nuovo bonus contributi agricoli 2017, per gli under 40, ossia, un esonero totale dei contributi agricoli Inps da versare da parte degli agricoli sotto i 40 anni per chi apre una nuova impresa nel corso di quest'anno (esonero dal pagamento dei contributi al 100% per i primi 3 anni per poi ridursi del 66% nel corso del 4° anno e al 50% nel 5° anno).
Per Mario Guidi , Presidente Nazionale di Confagricoltura intervenuto ieri al XXI convegno fiscale organizzato da Confagricoltura di Ferrara, Forlì,Cesena, Rimini e Ravenna alla sala conferenze di Ferrara Fiere, si tratta di un provvedimento che mette in campo misure importanti a supporto del sistema agricolo «ma che se anche apprezzabili - sottolinea il presidente - come le misure relative all'Irpef agricola, all'Iva zootecnica, ai finanziamenti per macchinari e tecnologie, alla decontribuzione per i giovani coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali dimostra che non esiste una politica fiscale/tributaria per l'agricoltura nel suo complesso. Speravamo che anche la proposta sul credito d'imposta per gli investimenti in agricoltura potesse trovare adeguata attenzione come avviene in altri settori ma questo non è successo. Per Guidi manca una strategia di politica agricola nazionale «perché al di là degli entusiasmi sul prodotto nazionale sempre molto richiesto non riusciamo a costruire una strategia nazionale che sia offensiva sui mercati. Né sul mercato nazionale e tanto meno su quello internazionale. C'è molto quindi su cui lavorare sia sul punto di vista delle istituzioni da cui provengono troppi timidi segnali di semplificazione, sia all'interno dei sistemi attuali agricoli per una maggiore alleanza tra agricoltori che ancora faticano a capire come in un mondo così complesso l'unione faccia veramente la forza. Per il Presidente di Confagricoltura sono "ancora troppi gli interventi a pioggia e pochi interventi mirati». I temi fiscali durante il convegno sono stati approfonditi da Gian Paolo Tosoni, esperto fiscalista, e da Nicola Caputo, responsabile fiscale di Confagricoltura.
Lauro Casoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
