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Crisi Carife, scattano nuove chiusure pomeridiane

di Gian Pietro Zerbini
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Da febbraio altre due filiali e due agenzie apriranno solo al mattino, la mappa degli sportelli in attesa della rivoluzione Bper

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FERRARA. La politica dei tagli degli sportelli Carife, prevista nel piano di acquisizione da parte di Bper, passa anche al momento per le chiusura parziali. In attesa di conoscere con esattezza le agenzia e le filiali della banca ferrarese che verranno cancellate nel piano aziendale, tra una settimana, il prossimo 1 febbraio, quattro tra agenzie e filiali inizieranno a chiudere lo sportello al pubblico al pomeriggio nell’orario canonico.

Tranne qualche consulenza esclusivamente su appuntamento, non saranno più aperte al pomeriggio le agenzie numero 11 (via XXV Aprile) e 13 (Via Saraceno) di Ferrara, la filiale di Pontegradella e quella di Porto Viro (Rovigo). Questi quattro sportelli vanno ad aggiungersi agli altri 32 che già da qualche anno, sono stati chiusi al pubblico nel pomeriggio, soprattutto quelli situati fuori provincia. Un provvedimento per alcuni che risale ancora ai tempi del commissariamento.

In alcuni casi la scelta è anche territoriale perché dove in un comune ci sono più sportelli, sono rimaste aperte anche al pomeriggio le filiali che si trovano nel capoluogo comunale, mentre la chiusura dalle 14.45 alle 15.45 riguarda principalmente alcune frazioni.

La cessazione dell’apertura pomeridiana dello sportello non è comunque sinonimo di chiusura certa, una volta che si completerà il piano di ristrutturazione della banca in svendita.

Anche perché è prevista una riduzione attorno al 40% degli sportelli. Degli attuali 103 punti del gruppo Carife presenti in Italia, circa una settantina si trovano nel territorio della provincia di Ferrara.

La scelta definitiva dei tagli spetterà comunque alla nuova proprietà della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, una volta perfezionata l’acquisizione, che dovrà anche calcolare la coesistenza con gli sportelli attualmente funzionanti della stessa Bper nel territorio.

Un provvedimento questo che avverrà in una fase successiva, anche perché non si conosce ancora con esattezza il numero dei dipendenti che rimarranno nella Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara.

Procede infatti il piano per arrivare al numero di esodi volontari fissati dalla banca nell’accordo con i sindacati stipulato lo scorso 31 dicembre. L’asticella era stata posta a quota 350 e al momento hanno dato la loro adesione ad abbandonare volontariamente la banca in cambio di incentivi 332 dipendenti.

Oltre a queste disponibilità sono state scartate una quarantina di domande presentate con la richiesta di ottenere uno scivolo di sette anni per il prepensionamento, indicazione che non si riusciva a coprire a livello nazionale per far fronte a questo ulteriore esborso. Per questo motivo ai dipendenti è stata prorogata al prossimo venerdì 27 gennaio la data per decidere il proprio futuro, anche se ormai molti hanno fatto la loro scelta.

Una decisione molto difficile, maturata in un contesto di grande incertezza. Tra i dipendenti che hanno scelto la proposta di abbandonare la banca volontariamente ci sono ovviamente quelli a cui manca poco alla pensione e molti giovani motivati che sperano di trovare lavoro in altri istituti bancari o finanziari.

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