La Nuova Ferrara

Ferrara

Da Roma ai Comuni un assegno decurtato

Da Roma ai Comuni un assegno decurtato

Arrivano quasi 54 milioni dell’ex Imu con una riduzione del 2,5% sul 2016 Il taglio maggiore a Ferrara, l’assessore: colpa dell’esclusione dal cratere

4 MINUTI DI LETTURA





Da Roma quest’anno arriverà un assegno di quasi 54 milioni per le casse dei Comuni ferraresi, un “regalo” non tanto in se, visto che si tratta di soldi derivati dall’abolizione dell’Imu prima casa e dai conseguenti aggiustamenti, quanto nella tempistica. I dati di ogni singolo Comune sono infatti pubblicati da due giorni sul sito del ministero dell’Interno e si tratta della prima volta che i diretti interessati ne dispongono in notevole anticipo rispetto alla scadenza inderogabile per l’approvazione dei bilanci preventivi, fissato per il 31 marzo. L’importo del maxi-assegno, che potrà subìre nel corso dell’anno qualche variazione non significativa, è comunque decurtato rispetto a quello dell’anno scorso, e in misura non trascurabile: sono infatti quasi 1,4 i milioni che mancano all’appello, in gran parte a causa della condizione del capoluogo. Ferrara infatti incasserà poco meno di 3 milioni, in linea con le previsioni di Palazzo Municipale (lo scostamento è appena dell’1 per mille), con una differenza negativa di 1,5 milioni di euro. A cos’è dovuta questa sforbiciata? «Dobbiamo ancora analizzare le voci, anche perché lo schema provvisorio pubblicato dal ministero è meno completo di quello dell’anno scorso, ma ha sicuramente inciso l’uscita dal cratere del sisma» è la spiegazione dell’assessore Luca Vaccari. Il taglio complessivo derivato dalla fine degli sconti da Comune terremotato ammonta complessivamente a 4 milioni, che il ministero ha concesso di spalmare su quattro anni. Non è una bella notizia per chi deve far tornare i conti e, in ultima analisi, nemmeno per i cittadini, sui quali ricadrà in qualche maniera quel segno “meno”, anche se entro la fine dell’anno andranno contabilizzate altre voci da trasferimenti statali: l’ex Ages, però, nel 2016 valeva appena 19mila euro.

La tabella qui sopra sintetizza le cifre di tutti i Comuni ferraresi per quanto riguarda, appunto, il contributo del Fondo di solidarietà comunale, cioè il meccanismo messo in piedi per “risarcire” il mancato introito dell’imposta sugli immobili applicando anche compensazioni in favore dei territori meno ricchi dal punto di vista catastale. Spicca l’unico dato negativo, quello di Comacchio, che è sostanzialmente un contribuente netto del fondo per via del suo enorme patrimonio di seconde case che continuano a produrre introiti diretti. Comacchio quindi subìsce una trattenuta statale di oltre 6,7 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, ed è fuori classifica. In fondo alla graduatoria stessa, quanto a introiti pro capite, c’è Poggio Renatico, di poco preceduta, a sorpresa, da Cento che è invece l’ente in termini assoluti più beneficiato dopo Ferrara, ma anche quello che ha subìto la decurtazione maggiore rispetto al 2016 sempre dopo il capoluogo. Il più contento di questi dati sarà comunque il ragioniere capo di Argenta, che si è visto aumentare il contributo Fsc di 119mila euro, ma anche il collega di Ostellato, con +50mila euro, non può lamentarsi, in rapporto con l’entità del contributo. Nonostante la decurtazione post-sisma Ferrara resta tra i maggiori beneficiati del fondo anche in rapporto alla popolazione, pur se questa classifica vede sul podio tre piccoli centri come Formignana, Goro e Jolanda.

L’esordio del nuovo Comune, Terre del Reno, è bagnato da un taglio drastico rispetto alla somma dei contributi introitati nel 2016 dai due centri che l’hanno creato. Sant’Agostino e Mirabello, da soli, avevano infatti incassato oltre 55mila euro in più del nuovo Comune, non esattamente uno spot promozionale per chi sta decidendo in queste settimane su di un analogo percorso di fusione. Il Fondo di solidarietà comunale, è bene sottolinearlo, non contiene meccanismi incentivanti per questo tipo di operazioni, essendo il risultato di conteggi su parametri predeterminati. Resta il fatto che anche Fiscaglia, l’altro Comune risultato di una fusione recente, è in negativo per quanto riguarda l’introito Fsc.

Il livello dei trasferimenti statali ai Comuni è drasticamente calato negli ultimi anni, con un andamento che individua una vera e propria tendenza irreversibile, a fronte di qualche concessione dal lato delle entrate proprie, che non vanno a compensare questi ammanchi e comunque pesano direttamente sulle tasche dei cittadini. Se non altro questa operazione di messa a punto precoce, anche se provvisoria, del Fondo di solidarietà concede qualche certezza in più a chi deve mettere a punto i bilanci, dopo anni davvero molto complicati pure sul fronte della possibilità di programmazione delle entrate e delle spese.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google