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Emendamenti “salva-risparmi”

Presentati dai parlamentari ferraresi Pd per sanare i guai del salvabanche

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I parlamentari ferraresi del Pd: la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e i deputati Alessandro Bratti e Paola Boldrini hanno fatto fronte comune insieme agli altri colleghi dei territori della quattro banche azzerate ed hanno presentato emendamenti per tutelale maggiormente i risparmiatori colpiti dal decreto “Salvabanche”.

A più riprese ci si è resi conto dell’iniquità con cui anche in fase di rattoppo del “Salvabanche” erano stati ricalpestati i diritti dei risparmiatori che, lo ricordiamo, la notte del 22 novembre 2015 si sono visti azzerare del valore delle loro azioni e delle loro obbligazioni subordinate.

Gli emendamenti presentati al decreto legge “Salva risparmio”, all'attenzione ieri della Commissione Finanze del Senato, hanno infatti lo scopo preciso di migliorare il provvedimento per tutelare maggiormente i risparmiatori azzerati delle quattro banche in liquidazione. Le proposte emendative riguardano, infatti, la modifica dei criteri di accesso al ristoro per gli obbligazionisti, con il conseguente ampliamento della platea dei risparmiatori beneficiari, nonché la percentuale dei rimborsi. Richiesto anche un aumento dei tetti per richiedere il rimborso delle obbligazioni spostandolo da 35mila euro di reddito a 70mila e sul patrimonio mobiliare da 100 mila a 200 mila euro. Questo presuppone la richiesta di proroga a dicembre 2017 della scadenza per la presentazione delle domande. «Tra le proposte, inoltre - dicono i parlamentari ferraresi Pd - la richiesta al Governo di un impegno forte, nei confronti delle banche acquirenti, di moral suasion affinché siano riconosciuti titoli delle nuove banche ai vecchi soci azzerati, nell'ottica di recuperare e costruire un rapporto di fiducia tra vecchi azionisti e nuovi istituti. Si chiede poi al Governo un impegno forte a costruire, insieme alle Regioni, strumenti idonei per il sostengo economico e sociale delle realtà colpite da questa vicenda: il rapporto virtuoso fra mondo del credito e imprese è infatti la condizione imprescindibile per sviluppo e crescita».

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