Per Giulio cento candele in piazza
Manifestazione di Amnesty a un anno dalla morte di Regeni: «Continuiamo a chiedere verità»
CENTO. Cento candele per chiedere la verità. Cento persone in piazza Guercino ieri sera (25 gennaio) per ricordare Giulio Regeni. A un anno dalla morte del giovane ricercatore italiano, tutti in cerchio con fiaccole accese e striscioni in mano per continuare a chiedere «Verità per Giulio Regeni». Come in numerose piazza italiane, anche a Cento ieri alle 19 si è svolta la mobilitazione lanciata da Amnesty International Italia. Organizzata dal gruppo Amnesty di Cento, un’iniziativa che ha coinvolto cittadini, associazioni e forze politiche che si sono dati appuntamento in piazza Guercino per chiedere con forza la verità sulla sparizione, la tortura e l'uccisione del giovane, una verità ancora lontana.
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Candele accese, lo striscione appeso sotto le volte del Palazzo del Governatore, e un minuto di silenzio, precisamente alle 19.41, l'ora in cui Giulio Regeni uscì per l'ultima volta dalla sua abitazione prima della sua scomparsa. A Cento quindi, un presidio e una fiaccolata, chiusa da un lungo e sentito applauso, per chiedere giustizia, ancor più dopo la recente diffusione del video girato da Mohammed Abdallah, il capo del sindacato dei venditori ambulanti del Cairo, il 6 gennaio 2016 secondo gli inquirenti italiani, cioè 19 giorni prima della scomparsa di Regeni.
Hanno aderito con convinzione all’iniziativa, il Libera Presidio del Centopievese, Anpi sezione 'Vittorio Falzoni Gallerani' di Cento presente con il gonfalone, le Case degli Angeli di Daniele, Arci Kino, Associazione Culturale Flux, il Centro Culturale per la Convivenza di Cento, i referenti del Partito democratico e del gruppo consiliare Pd, di Civitas, di Cittadini Insieme "I Care", del Partito socialista italiano e dello Spi-Cgil, ma anche tanti cittadini. A ringraziare tutti i presenti, uniti da un unico sentimento, Marina Govoni referente del Gruppo Amnesty di Cento: «Dopo 365 giorni senza Giulio, sia qui in piazza, per dimostrare tutta la nostra vicinanza e solidarietà nei confronti della famiglia Regeni. Ricordiamo insieme quell'orario simbolico in cui Giulio è uscito di casa, e dove non è più tornato».
Beatrice Barberini
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