Fusioni, fisco poco amico «Ma i soldi sono arrivati»
Contributi ex Imu in altalena per i Comuni nati dalle recenti aggregazioni Mucchi, sindaco di Fiscaglia: con i premi salvati asili e investiti 2,2 milioni
La fusione tra Comuni non dà alcun vantaggio per quanto riguarda i contributi del Fondo di solidarietà, cioè la principale fonte degli introiti che consentono la chiusura dei bilanci, ma i benefici per le casse municipali e per i cittadini non possono essere messi in discussione. «Senza la fusione non avremo le risorse per tenere aperti gli asili nido o contribuire all’attività delle 45 associazioni di volontariato presenti sul territorio» si esprime senza dubbi il sindaco di Fiscaglia, Sabina Mucchi, che già da tre anni sta sperimentando tutte le sfaccettature della fusione. Il suo Comune, nato dall’aggregazione di Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino, ha vissuto un rapporto altalenante con il fisco centrale, come testimoniano gli introiti del Fsc. Dagli 1.422.000 euro del 2014, infatti, si era scesi vertiginosamente a 1.044.000 euro dell’anno successivo, «la causa era il cambio di contabilità voluto dal governo che ci aveva messo in grande difficoltà. Per fortuna - ricorda oggi il sindaco - dall’anno successivo sono state immesse risorse aggiuntive che hanno portato il contributo a quota 1.584.000 euro. Nel 2017, secondo quanto ci hanno comunicato in queste ore, la cifra è praticamente confermata a 1.579.000, con un calo molto lieve. Va bene così, anche perché la premialità per la fusione non è ricompresa nel calcolo di questi fondi ma segue strade diverse». Interviene la Regione con la legge speciale sulle fusioni e poi lo Stato che dà 504mila euro per i primi dieci anni di fusione. «Sono contributi che ci hanno consentito, tra l’altro, investimenti per 2,2 milioni in tre anni - insiste Mucchi - I vantaggi della fusione li abbiamo visti eccome, assieme ai nostri cittadini».
In qualche modo però i Comuni intenzionati a proseguire su questa strada (si stanno candidando Tresigallo e Formignana, ad esempio) dovranno fare i conti anche con la possibilità che la fusione comporti, per qualche meccanismo difficile da decodificare al di fuori degli uffici ministeriali, una decurtazione del Fondo di solidarietà. Il sospetto sorge nel caso di Terre del Reno, che nel suo primo anno di vita, il 2017, appunto, vedrà una riduzione del 3,4% dei contributi ex tassa sugli immobili rispetto a quanto introitato nell’anno precedente da Sant’Agostino e Mirabello. Bisogna vedere se questo trend verrà confermato dai dati definitivi e dai contributi dei prossimi due-tre anni, e quale sarà il saldo con i fondi della premialità. In ogni caso un piccolo campanello d’allarme può suonare proprio nell’ex mandamento copparese, visto che Comuni candidabili alla fusione (Tresigallo e Formignana, ma anche Jolanda e Ro) sono quelli che beneficiano dei contributi più elevati in termini pro capite, dall’attuale Fondo di solidarietà. (s.c.)
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