Il consiglio unito contro la violenza sulle donne
Voto unanime dell’assemblea per aderire all’associazione che aiuta le vittime A favore anche il consigliere che era stato arrestato per un pugno alla moglie
COMACCHIO. All'unanimità il consiglio comunale ieri sera ha approvato l'atto costitutivo di adesione alla nuova Associazione temporanea di scopo “Verso l'autonomia”, la cui missione sarà quella di avviare percorsi di uscita dalla violenza domestica. Una approvazione che in altri momenti sarebbe stata di ordinaria amministrazione, ma su cui c’erano mille occhi puntati perché è arrivata poche settimane dopo l’arresto di un consigliere comunale, Davide Michetti, per un pugno alla moglie, durante una lite. Lo stesso Michetti ha votato a favore, motivando il suo voto ma senza parlare esplicitamente della questione personale.
«È il progetto di una rete già attiva nel nostro Comune - ha detto l'assessore alle pari opportunità Alice Carli nello spiegare il progetto -, che opera attraverso lo sportello di ascolto Iris, con un importante finanziamento comunale. Ora si allarga ai Comuni di Cento e di Ferrara, per migliorare l'attività di aiuto alle donne vittime di violenza». Le azioni promosse dal Comune in sinergia con le associazioni femminili sono sfociate negli anni in numerosi percorsi partecipati, di coinvolgimento delle donne, fino alle iniziative e incontri che torneranno a breve con Marzo Donna. Prima del voto sono intervenuti il consigliere Roberto Bellini (ex Cinque stelle), che ha parlato di "iniziativa lodevole, contro un fenomeno silente, perché «spesso le donne si vergognano a parlare della violenza domestica». Un tema - ha detto il consigliere Antonio Di Munno (Il Faro-Forza Italia - «raccapricciante; non possiamo che plaudire a questa iniziativa con il nostro sostegno incondizionato e totale». Parola poi al consigliere Michetti (L’Onda) il quale ha sottolineato che «la violenza c'è e va evitata. Un tema importante è anche stabilire la verità di ciò che succede. Il mio sarà un voto favorevole, il problema esiste, è sommerso e va affrontato. Bisogna capire ciò che succede nelle famiglie». Il sindaco Marco Fabbri ha ricordato l'impegno del Comune a 360 gradi rispetto a tematiche sociali, in passato poco conosciute.
In apertura di seduta, era stata la risposta a una interpellanza di Michetti (che ha chiesto perché non ci fossero amministratori comunali alla manifestazione per l’ospedale dello scorso 7 gennaio) ad accendere il dibattito in aula. «La manifestazione della quale mi chiede non so da chi sia stata indetta, non mi sono giunte comunicazioni - ha dichiarato Fabbri -, mentre tra i compiti essenziali dei consiglieri comunali, vi è quello di informare la cittadinanza con informazioni veritiere». Il sindaco ha aggiunto di aver posto la questione al prefetto, alla stessa stregua della mancata attivazione dei servizi essenziali al San Camillo, questioni che approderanno al tavolo della conferenza territoriale socio-sanitaria, che sarà convocata entro fine mese. «Quella manifestazione mi è parsa una messa in scena, uno spot elettorale - ha chiuso Fabbri - senza che nessuno mi avesse informato».
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