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Il prefetto ha convocato la Consulta

San Camillo, confronto anche con gli esponenti di minoranza ieri a Ferrara. Il dialogo è aperto

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COMACCHIO. «Ho incontrato i membri della Consulta e i rappresentanti della minoranza i quali hanno illustrato la loro poszione in merito alla questione San Camillo. Adesso ascolterò le altre parti e quindi arriveremo ad una conclusione». Così il prefetto di Ferrara Michele Tortora ieri pomeriggio dopo il confronto in prefettura a Ferrara. Sono stati 40 minuti intensi ma pacati, durante i quali il coordinatore della delegazione, Giovanni Gelli, esponente di spicco della Consulta Popolare per il San Camillo e di Alternativa Democratica, ha sintetizzato il percorso compiuto in questi anni a difesa del San Camillo, focalizzando l'attenzione sugli incontri intercorsi un anno fa con medici privati accreditati. «Abbiamo presentato una relazione - dichiara Gelli -, nella quale si ribadisce la necessità di istituire un tavolo progettuale tecnico-politico sulla questione del San Camillo, per delinearne il futuro». Tra gli aspetti posti all'attenzione del prefetto la petizione con oltre 9mila firme raccolte lo scorso anno dalla Consulta ed il rilancio della sperimentazione di una gestione pubblico/privata dell'ospedale, «proposta non cassata dalla commissione regionale competente», va avanti Gelli. Il Prefetto Tortora dal canto suo ha raccomandato la via del dialogo, della moderazione e del confronto costruttivo, al fine di arrivare ad una soluzione democraticamente condivisa. Il rappresentante territoriale del Governo ha inoltre ritenuto non opportuno il ricorso alla forza pubblica all'interno del San Camillo, dove dal 24 ottobre 2014 resta insediato un presidio della Consulta. «Il vero nodo non è il terzo piano - ribadisce Gelli -, ma il secondo, quello che ospita il blocco operatorio, la chirurgia ambulatoriale e la specialistica. Ora il blocco operatorio è impiegato solo nei giorni del martedì per gli interventi di chirurgia oculistica ambulatoriale». La delegazione che ha partecipato all’incontro era formata, oltre che da Gelli in qualità di coordinatore, dai due consiglieri comunali Antonio Di Munno (in rappresentanza del centro-destra), Davide Michetti (l’Onda) e da Giovanni Manfrini (per il centro-sinistra). Sono infine state ribadite le proposte della Consulta, finalizzate a riempire gli spazi vuoti della struttura sanitaria, «facendo entrare al secondo piano i medici privati accreditati - conclude Gelli -, perché la strada è ancora perseguibile».

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