Il Tar evita la fusione obbligatoria a nove Comuni ferraresi
I piccoli Comuni ferraresi potranno decidere liberamente se fondersi o no, senza doversi adeguare forzatamente alla legge. È finito infatti sul binario morto, senza aver prodotto alcun risultato...
I piccoli Comuni ferraresi potranno decidere liberamente se fondersi o no, senza doversi adeguare forzatamente alla legge. È finito infatti sul binario morto, senza aver prodotto alcun risultato concreto, il decreto del 2010 con il quale l’allora ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, aveva imposto l’accorpamento ai Comuni al di sotto dei 5mila abitanti. Il Tar del Lazio l’ha infatti sepolto sotto dubbi d’incostituzionalità che riguardano ben nove articoli della Carta costituzionale, con una sospensiva che di fatto lo rimanda alle Camere per modifiche. Violati, secondo la sospensiva, i principi di autonomia degli enti locali e di ragionevolezza. Il decreto era stato approvato dal governo Berlusconi nel 2014 ma congelato subito dopo l’entrata in vigore, per poi finire appunto di fronte al Tar. Il decreto avrebbe riguardato nove Comuni ferraresi: Masi Torello, Voghiera, Berra, Lagosanto, Tresigallo, Ro, Formignana, Goro e Jolanda di Savoia.
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