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viaggio all’interno della lte - gruppo toyota

Montanti per carrelli elevatori I primi distributori in Europa

Montanti per carrelli elevatori I primi distributori in Europa

«I giapponesi hanno creduto in noi e non abbiamo deluso le aspettative». È soddisfatta Stefania Martelli, control director della Lte (Lift truck equipment), una delle maggiori aziende presenti nell’ar...

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«I giapponesi hanno creduto in noi e non abbiamo deluso le aspettative». È soddisfatta Stefania Martelli, control director della Lte (Lift truck equipment), una delle maggiori aziende presenti nell’area Sipro di San Giovanni di Ostellato. La Lte produce gruppi di sollevamento ed attrezzature per carrelli elevatori da oltre trent’anni e applica i principi del Toyota production system per garantire i massimi standard qualitativi, dalla produzione ai servizi ricambi e post vendita. Un investimento da 3,5 milioni di euro e cento posti di lavoro nel 2014 destinati a crescere ulteriormente. Presente sul mercato da oltre trent’anni, nel 2005 Lte è acquisita da Cesab carrelli elevatori spa, finché entrambe entrano a far parte di Tico, Toyota Industries Corporation, il gruppo del marchio nipponico primo costruttore mondiale di carrelli elevatori, con un fatturato da 15 miliardi e 47mila dipendenti.

«La nostra è un’impresa a integrazione verticale - spiega il responsabile dello stabilimento Michele di Iorio - le diverse fasi produttive e di trasformazione vengono portate avanti tutte in azienda partendo quindi dalla materia prima e arrivando al prodotto finito che consiste nel montante per carrello elevatore». E aggiunge «qui produciamo il 100% dei montanti per controbilanciati . L’aziend amadre ha tre stabilimenti in Europa, noi ne riforniamo due: Italia e Francia». Per la Lte lavorano al momento circa 390 persone, «abbiamo investito molto sulla qualità e sul personale - va avanti di Iorio - tanto che con la costruzione del nuovo capannone e la conseguente produzione in loco anche dei cilindri, sono previste ulteriori assunzioni». Alle spalle, o meglio, occhio indiscreto che non perde un passaggio, l’azienda madre Toyota che vigila sul rispetto dei tempi di consegna ma anche sulle modalità di lavoro. Un esempio su tutti, la “visualizzazione “ con decine di pannelli sulle pareti dei capannoni che illustrano l’intero ciclo di produzione e in questo modo «gli operai hanno un quadro completo sentendosi parte di un tutto». Dal Giappone arrivano costantemente linee guida e insegnamenti e visti i numeri non si sono certo sbagliati puntando sulla Lte.

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