Un’altra sala giochi chiusa Al Macao sigilli di polizia
Nei guai il titolare del locale di Foro Boario, già multato in giugno e dicembre Il questore ordina la sospensione: la ludopatia sempre più allarme sociale
E’ uno dei tanti “furbetti” delle slot-machine, titolare di sale giochi che non rispettano regole e orari. Lui è un cittadino cinese C.J. che gestisce il locale Macao di via Foro Boario e da ieri dovrà restare chiuso per 7 giorni, su ordine del questore Antonio Sbordone. Un provvedimento che era già nell’aria, perchè il gestore del locale, in realtà, aveva fatto il “furbetto” già in passato, con diverse violazioni che erano state registrate dalla Polizia amministrativa cittadina.
Il 14 giugno scorso, ad un controllo degli ispettori, non aveva rispettato gli orari imposti dall’ordinanza del sindaco Tagliani di tenere spente le macchinette dalle 13 alle 15.30 ed era stato multato per 400 euro. Quindi aveva fatto il bis il 14 dicembre scorso quando ad un successivo blitz aveva lasciato accese le slot nell’orario di chiusura pranzo: altre 400 euro, e oltre alla multa doveva pagare anche 3333 euro di sanzione perchè sia lui come titolare che il commesso all’interno non avevano effettuato il corso per la ludopatia previsto dalla legge regionale. E così nei giorni scorsi, visto che il titolare continuava a fare il “furbetto” delle slot, il questore ha usato la mano pesante: 7 giorni di chiusura. E non è il primo locale, visto che altre due sale, a marchio Admiral in via Bologna e in piazza della Repubblica, furono chiuse per i 7 giorni e sanzionate per 12.000 euro. Perchè tutto questo accanimento, qualcuno obietterà? Perchè la malattia del gioco, ludopatia, sta diventando sempre più una emergenza, un allarme sociale, visto che solo nella nostra regione sono 1300 le persone in cura per la sindrome da gioco compulsivo e si calcola che solo il 10% si rende conto di questa "malattia" e si rivolge alle strutture sanitarie. Da qui, le ordinanze nei Comuni, mentre la regione Emilia Romagna ha modificato la legge, nell’ottobre 2016, imponendo anche ai comuni che non hanno ancora applicato restrizioni di non rilasciare autorizzazioni a sale da gioco e scommesse nei pressi di scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie e ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.
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