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La splendida Via del Sale tra ponti rotti e rifiuti

La splendida Via del Sale tra ponti rotti e rifiuti

Compare ancora su riviste e siti web: otto chilometri nel cuore del Parco. Dai cartelloni alla strada lungo il Volano la situazione è fuori controllo

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CODIGORO. Il cartello posizionato all'inizio dell'ipotetica pista ciclabile lungo la “Via del sale”, in località Capitello a Codigoro, la dice lunga sullo stato di abbandono della stessa. Malmesso, bruciato da anni di sole che l'hanno reso indecifrabile, si staglia inutilmente ritto ad indicare ciò che rimane di un percorso naturalistico attraverso il Po di Volano, in un’area di particolare bellezza e unicità.

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Pista ciclabile che dava la possibilità di arrivare da Codigoro al lido di Volano percorrendo una via privilegiata, una delle vie commerciali medioevali principali dove un paesaggio impareggiabile e incontaminato faceva da cornice all'antica Abbazia benedettina di Pomposa che spicca con la sua eleganza all'interno del territorio comunale Codigorese. Ma ormai, a dieci anni di distanza dalle prime segnalazioni di incuria, le attese risposte per far chiarezza su questo dimenticato investimento turistico sono svanite nel nulla lasciando spazio solo all'ennesimo sospiro di rassegnazione di fronte allo spreco di risorse non solo di natura economica. Chiuso il vecchio ponte che permetteva alla ciclabile di proseguire scavalcando il Po di Volano, operazione resasi necessaria per poter terminare la prima parte di circonvallazione, il progetto è stato messo nel dimenticatoio come tutte quelle attività che potevano arricchire e implementare la proposta turistica del territorio deltizio.

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Ne sono da esempio un agriturismo, un maneggio e l'Erbario presso l'antico idrovoro di Marozzo,nel Comune di Lagosanto, che solo qualche anno fa, durante le giornate europee del patrimonio, erano punti cardine di un percorso ciclabile apparentemente in buona salute ed in evoluzione. Ora rimangono, sporcizia e rifiuti, cartelli forvianti di immaginarie ippovie e un ponte interotto con un'improvvisata e insufficiente segnaletica di “pericolo”. Aggettivo imputabile anche ad un'amministrazione che non è stata capace negli anni di attuare un'adeguata collaborazione e coordinamento tra Regione e Provincia al fine di valorizzare un territorio unico per la sua importanza storica e ambientale.

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“La via del sale”, un nome che promette tanto, che invoglia e che continua a comparire in rete come percorso ancora consigliato. E c’è chi ancora ci arriva, per poi restare basito davanti a tanto degrado, a tanta sporcizia e a tanta incuria. Otto chilometri tra paesaggi che tolgono il fiato, alla scoperta di specie di uccelli difficili da trovare altrove. Otto chilometri impossibili da percorrere e da godere lasciati all’abbandono più totale. L’appello dei cittadini arriva dunque dritto in Comune, Provincia, Parco del Delta e tutte le istituzioni in qualche modo coinvolte: restituite alla ciclabile lo splendore che merita.

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