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Asta ancora deserta per l’ex Enaoli

POMPOSA. Ancora una fumata nera, la seconda, per l’affidamento in concessione a privati del complesso “Ex Enaoli” di Pomposa. Infatti, lo scorso 20 gennaio, dopo un iter amministrativo durato un anno...

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POMPOSA. Ancora una fumata nera, la seconda, per l’affidamento in concessione a privati del complesso “Ex Enaoli” di Pomposa. Infatti, lo scorso 20 gennaio, dopo un iter amministrativo durato un anno (l’indizione della gara avvenne il 18 gennaio 2016), l’unica società che aveva presentato un’offerta la Krea Srl con sede in Ferrara, la specifica commissione comunale, ha ritenuto di non aggiudicare la concessione “in quanto la carenza ed insufficienza della documentazione presentata non è tale da consentire un’adeguata valutazione dell’offerta”. Ed intanto, il complesso attiguo il complesso abbaziale di Pomposa, versa mestamente in uno stato di abbandono, di avanzato degrado e soggetto a ripetuti atti di vandalismo che hanno depauperato l’interno della struttura. «Dopo due aste negative – ha detto in proposito il sindaco, Alice Zanardi – valuteremo la possibilità di procedere per l’aggiudicazione del complesso a trattativa privata». Di fatto, la procedura era iniziata lo scorso 17 novembre 2016 quando la commissione comunale appositamente costituita, prendeva atto dell’offerta pervenuta da parte di un unico soggetto, la società Krea Srl di Ferrara, che presentava un progetto di ristrutturazione del complesso ex Enaoli, stimato in un milione e 800mila euro. Però la commissione tecnica rilevava la carenza di una stima complessiva di previsione dei flussi finanziari e neppure le «risorse economiche necessarie per il finanziamento delle attività progettate sono evidenziate in modo attendibile». Oltre all’assenza di un «cronogramma da cui si evincano i tempi per la realizzazione degli interventi di ristrutturazione del complesso immobiliare». Lamentava, anche l’assenza di «iniziative di sviluppo turistico-ricettivo» nonché della «documentazione da cui si evinca la capacità, da parte della società di ottenere le polizze fideiussorie richieste». Per questo la commissione convocava il legale rappresentante della società proponente, per il successivo 24 novembre 2016. In quella data, il legale rappresentate dava rassicurazione sulla sollecita presentazione della documentazione integrativa richiesta. Quindi, il 14 dicembre 2016, la commissione riunita, prendeva atto degli atti integrativi pervenuti nei termini, rilevando però l’incompletezza della documentazione rispetto ai rilievi evidenziati in precedenza. Ed aggiornava ulteriormente i lavori al successivo 20 gennaio 2017, per consentire alla società di integrare ulteriormente l’offerta con la documentazione richiesta. In questa data la commissione prendeva atto della dichiarazione del legale rappresentante che «la documentazione prodotta... era da ritenersi utile ed esaustiva». Da qui il giudizio finale negativo espresso dalla commissione rispetto all’aggiudicazione.

Piergiorgio Felletti

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