Crac consorzio Omniacom I vertici vanno a processo
Accusa di bancarotta distrattiva e semplice, via al dibattimento per Andrea Ricci Frignani e Giacomantonio hanno già patteggiato, Pedroni sceglie l’abbreviato
FERRARA. Due imputati, Paolo Frignani e Marcello Giacomantonio, hanno già chiuso, patteggiando la pena (rispettivamente, 1 anno e 6 mesi e 1 anno e 8 mesi); un terzo imputato, Marco Pedroni, ha scelto il giudizio abbreviato davanti al gip (udienza aggiornata in maggio). Il quarto ed ultimo degli imputati, Andrea Ricci, ex sindaco di Argenta, ha scelto il processo pubblico e ieri in aula si è discussa la sua posizione alla prima udienza, subito rinviata dopo i preliminari, al 5 ottobre prossimo. Tutti i quattro imputati citati sono accusati del crac di Omniacom, un consorzio universitario che operava nell’argentano nel settore dell’e-learnig (insegnamento a distanza) che sarebbe dovuto diventare uno dei volani dell’economia ferrarese, tra l’Argentano e l’Università di Ferrara, e che in realtà nel 2013 è stato dichiarato fallito. Da qui, dopo le procedure fallimentari e l’attivazione dell’inchiesta penale da parte della procura per capire cause e responsabili del dissesto.
Sotto accusa è finita la gestione di questo consorzio e i 4 imputati che condividono - nei rispettivi ruoli di vertice, a vario titolo, e per i vari periodi in cui li ricoprivano - le accuse mosse da procura e finanza: l’istruttoria dell’inchiesta, a sottolineare la delicatezza della vicenda (si parla di soldi pubblici), è stata curata direttamente dal procuratore capo Bruno Cherchi, mentre ieri in aula c’era ieri il pm Giuseppe Tittaferrante a gestire il processo voluto da Ricci, rigettando riti alternativi, per dimostrare la totale estraneità - spiega il suo legale, Eugenio Montanari - i reati contestati a Ricci: bBancarotta per distrazione di poche decide di migliaia di euro (77mila, ma con triangolazioni assai sospette) e la bancarotta semplice perchè a fronte di un buco conclamato di quasi 1 milione di euro, Ricci e Gianantonio nei loro ruoli di presidente e vice, nel 2008 non portarono i classici libri in tribunale per dichiarare il crac. Gli altri imputati dicevamo, hanno già chiuso patteggiando: Frignani perchè chiamato in causa come presidente fino al 2003 del Consorzio e come destinatario dei soldi distratti (77mila euro) mai giustificati, diventati di fatto la prova della distrazione per cui sono chiamati in causa gli altri coimputati: Ricci e Pedroni come presidente e vice tra il 2003 e il 2004, Ricci e Giacomantonio dal 2004 e al 2007 sempre nei ruoli di massimo vertice. Il processo in corso a carico di Ricci, aggiornato al 5 ottobre, consentirà di fare chiarezza su tutti gli aspetti non ancora chiariti e soprattutto, spiegano i legali, sui ruoli di altre persone non coinvolte nell’inchiesta e che in realtà aveva poteri decisionali sui soldi distratti - scrivono gli inquirenti - «senza valida ragione societaria e documentazione contabile giustificativa».
Daniele Predieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
