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L'accusa, due ergastoli per l'omicidio Tartari

Il pm Ciro Savino e l'avvocato di parte civile Eugenio Gallerani
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Il pm Ciro Savino e l'avvocato di parte civile Eugenio Gallerani

La massima pena chiesta per Constantin Fiti e Patrik Ruszo accusati della morte del pensionato di Aguscello. La richiesta del pm Savino all'udienza di conclusione del processo, ora parola alle difese

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FERRARA - Ergastolo per Constantin Fiti che continua a dire di non aver partecipato alla rapina-omicidio di Pier Luigi Tartari, del 9 settemre 2015. Ergastolo per Patrik Ruszo, che ha confessato, fatto trovare il corpo del pensionato, abbandonato nel tugurio di Fondo Reno, dopo 20 giorni dalla scomparsa, ma che non ha offerto nessuna collaborazione durante il processo.

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Si è conclusa così, oggi, venerdì 27 gennaio, la requisitoria dell’accusa sostenuta dal pm Ciro Alberto Savino per l’omicidio commesso con crudeltà sul pensionato di Aguscello. Richiesta che ora dovrà essere accolta o respinta alla prossima udienza di febbraio dalla Corte d’assise dopo le arringhe delle difese.


«E’ stato un fatto gravissimo - ha sottolineato Savino - e la volontà, il dolo con cui è stato commesso conferma la ferocia che necessita una condanna che solo l’ergastolo può trovare equa» la motivazione del pm ai giudici a conclusione delle oltre 2 ore in cui ha parlato sintetizzando l’inchiesta e il processo che dura ormai da un anno.


«Nessuno dei due ragazzi merita attenuanti - ha spiegato ai giudici della Corte d’assise poichè nè Fiti nè Ruszo che non ha collaborato possono averle da voi giudici«. Inoltre visti gli altri reati contestati, la rapina, i furti e l’uso delle tessere bancomat e carte di credito per spendere i soldi del “bottino” dopo la rapina-omicidio, il pm ha chiesto - come calcolo globale - pene per 5 anni e mezzo. Non potendo però dal punto di vista tecnico aggravare di più l’ergastolo, il carcere a vita, il fine pena mai, ha chiesto l’isolamento diurno di 3 anni.

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Ha poi, commosso, rivolgendosi alla famiglia Tartari, alla parte civile dato atto ai fratelli di Tartari, Rita e Marco, sempre presenti in aula di «grande serenità e silenzio dimostrando una grande dignità, e come procura non possiamo che essere vicini (e così tutta la città in questi anni, ndr) per aver portato addosso questa croce».
Nel pomeriggio toccherà alle parti civili, gli avvocati Gallerani per la famiglia Tartari e Forlani, il legale del Comune. I due difensori, Bova e MIcai, parleranno alla prossima udienza in febbraio, quindi i giudici (Corte d'assise, presidente Rizzieri, a latere Landolfi)  emetteranno la sentenza.

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