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MOVIMENTO CINQUE STELLE

«La legge Salvasuicidi per gli azzerati Carife»

«La legge Salvasuicidi per gli azzerati Carife»

Se il bail-in bancario è stato un «drammatico esperimento del governo Renzi, giocato sulla pelle dei risparmiatori di questo territorio», la soluzione giuridica per difendere obbligazionisti e...

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Se il bail-in bancario è stato un «drammatico esperimento del governo Renzi, giocato sulla pelle dei risparmiatori di questo territorio», la soluzione giuridica per difendere obbligazionisti e azionisti azzerati Carife dovrà essere altrettanto sperimentale.

Muove da questa premessa la proposta elaborata dal Movimento Cinque Stelle a tutela dei risparmiatori più fragili travolti dal “Salvabanche”, ovvero coloro che si sono incolpevolmente indebitati anche in seguito al colpo di spugna del bail-in. «Siamo stati costretti a cercare nella normativa nazionale una via d’uscita», ha spiegato ieri la consigliera Ilaria Morghen insieme ai tecnici che l’hanno affiancata: il commercialista Gilberto Battistini, della Camera di Commercio di Bologna, e l’avvocato Francesca Brugi del Foro di Bologna. La possibile soluzione è la legge 3 del 2012, figlia della crisi e non a caso ribattezzata “Salvasuicidi”. L’idea è quella di applicare il principio del sovraindebitamento alle vittime del Salvabanche: chi ha perso quattrini in obbligazioni e azioni Carife e di conseguenza ha contratto debiti per pagare il mutuo della casa, le utenze, le rate dell’auto o quant’altro potrà richiedere al Tribunale di cancellare il debito compensandolo con le somme perdute, somme che - sottolineano i promotori del progetto di assistenza - sono in realtà crediti non riscossi. «Si tratta di mettere a disposizione crediti inesigibili per pagare debiti altrettanto inesigibili. In altre parole, “ti pago con ciò che non mi pagano”». L’idea ha preso forza dall’esperienza degli sportelli anticrisi/ Sos Equitalia aperti dal M5S a Ferrara e Bologna. Il ricorso “ortodosso” alla legge Salvasuicidi, spiegano, è sfociato in sentenze favorevoli in sette casi. «La magistratura non di rado si è dimostrata comprensiva, bloccando anche le procedure esecutive di pignoramento», sottolinea Battistini. Nonostante l’orientamento dei tribunali abbia fornito motivi di ottimismo, avverte però, «si tratta di un percorso giuridico senza precedenti, e qui sta il rischio». Per questo agli obiettivi “tecnici” si affiancano quelli mediatici, dicono ancora i promotori. L’invito, per gli azzerati-debitori incolpevoli, è quello di esercitare un pressing di richieste sui tribunali, puntando sull’effetto-visibilità. Chi è interessato può rivolgersi al direttore dello sportello anticrisi del M5S (Mauro Ballola: 340 6035144) oppure scaricare i moduli per le richieste sul sito www.movimento5stelleferrara.it «Ci sarà una verifica dei requisiti e, in caso positivo, prepareremo l’istanza da presentare al Tribunale. I costi sono risibili: 27 euro di marca da bollo e 98 di contributo unificato. Anche le aspettative, non lo nascondiamo, non sono elevate: è un percorso nuovo. Ma che può avere grande impatto sull’opinione pubblica». (a.m.)

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