Parco unico Delta del Po ma senza il poligono di tiro
La proposta della Zappaterra in commissione Ambiente alla Camera «Passi avanti per l’ente interregionale. Un’opportunità irripetibile»
GORO. Verso il Parco unico del Delta del Po con l’audizione in Commissione Ambiente alla Camera . Euforici il parlamentare ferrarese Alessandro Bratti e la consigliera regionale Marcella Zappaterra entrambi del Partito Democratico: «Un’occasione irripetibile per realizzare uno dei parchi più importanti d’Europa».
La modifica alla legge sulle aree protette è stata presentata mercoledì in commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. Presenti anche i rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna e Veneto, chiamati in particolare a esprimersi su quanto prevede l’articolo 27 del testo, che contiene la delega al Governo per l’istituzione del Parco del Delta del Po. La legge quadro sulle aree protette, la n. 394 del 1991, aveva segnato un punto di svolta storico in materia di protezione della natura avendo consentito al nostro paese di accrescere la superficie terrestre e marina tutelata e valorizzata nel segno dello sviluppo sostenibile. Tuttavia, ad oltre 26 anni dalla sua approvazione, quella disciplina necessitava di un aggiornamento che, senza rivedere i principi generali che l’avevano ispirata, tenesse conto delle modifiche istituzionali determinatesi nel frattempo nel quadro normativo nazionale. Era necessario tenere in considerazione i nuovi obiettivi e nuovi paradigmi coniati in materia di la tutela della biodiversità a livello nazionale, comunitario e internazionale. Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Alessandro Bratti, deputato e capogruppo Pd in commissione Ambiente e Marcella Zappaterra, consigliera regionale e delegata dall’assessore Paola Gazzolo. «L’istituzione di un parco unico del Delta del Po rappresenta un’opportunità irripetibile per dare vita ad uno dei parchi più importanti in termini ambientali ed estesi d’Europa: coprirebbe una superficie di circa 130mila ettari a fronte, per esempio, di quella della Camargue che si ferma a 100mila» richiama Marcella Zappaterra, che in sede di audizione ha avanzato anche formale richiesta di divieto delle esercitazioni militari per il poligono di tiro a foce Reno».
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