Beni intestati al figlio dopo la condanna: non fu reato
Era stato condannato a pagare 800mila euro al suo cliente, per avergli presentato parcelle definite "esorbitanti" dal giudice civile. E ora era imputato per mancata esecuzione dolosa dell’ordine del...
Era stato condannato a pagare 800mila euro al suo cliente, per avergli presentato parcelle definite "esorbitanti" dal giudice civile. E ora era imputato per mancata esecuzione dolosa dell’ordine del giudice perché secondo l’accusa aveva trasferito il suo patrimonio al figlio, finito a sua volta a processo, per non pagare. Ma per il giudice Baldelli quella condotta non costituiva reato, e ieri ha assolto il commercialista Andrea Carletti e il figlio - difesi dagli avvocati Massimo Bissi e Carlo Bergamasco - con formula piena. Da registrare che il suo ex cliente è Filippo Dianti, grande accusatore dello scandalo Acer, a sua volta finito sul banco degli imputati in un processo a parti rovesciate, con Carletti che lo accusa di calunnia. Una saga giudiziaria che ieri è approdata a un primo pronunciamento, a favore di Carletti. Che, da parte sua, aveva sempre ammesso il passaggio di proprietà ma sosteneva che era stato compiuto solo per sanare l'incompatibilità tra il suo ruolo di commercialista e titolare di una società immobiliare. E il giudice gli ha dato ragione.
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