Chiesta la scarcerazione per l’amico di Riccardo
Il giovane potrebbe lasciare la cella ed essere affidato a una comunità La decisione dei giudici arriverà nei prossimi giorni. L’avvocato: è pentito
PONTELANGORINO. È stata chiesta la scarcerazione e l’inserimento in una comunità per il 17enne amico di Riccardo Vincelli, il 16enne figlio della coppia uccisa a Pontelangorino nella notte tra il 9 e il 10 gennaio scorsi, e per la cui morte proprio i due giovanissimi sono in stato di arresto con l’accusa di duplice omicidio. Nunzia Di Gianni e Salvatore Vincelli sono stati trovati senza vita nella loro casa di Pontelangorino e dopo una notte di interrogatori stringenti i due giovani avrebbero di fatto confessato di essere i responsabili del fatto. Ieri mattina nel tribunale per Minorenni a Bologna si è discusso il ricorso al Riesame del 17enne che, attraverso la voce dell’avvocato difensore Lorenzo Alberti Marangano Brancuti, si è detto pentito. Per lui il legale ha chiesto la scarcerazione e l’affidamento ad una comunità. La decisione dei giudici arriverà nei prossimi giorni. «Forse - ha detto l’avvocato Lorenzo Alberti Marangano Brancuti a margine dell’udienza - a inizio settimana conosceremo la decisione. Per il momento possiamo solo aspettare, si tratta di un caso troppo delicato per poter fare previsioni». Il legale non ha avuto modo di parlare con il giovane al di fuori dell’aula di tribunale. «Appena terminata l’udienza - ha continuato - è stato riportato immediatamente in carcere. Mi è parso comunque molto provato», come se col passare delle ore e dei giorni prendesse sempre più consapevolezza della situazione. L’amico 16enne, colui per il quale avrebbe materialmente compiuto il fatto e ucciso i genitori, si trova in una struttura penitenziaria per minori a Torino. Lontani e divisi. Dopo gli interrogatorio i due ragazzi non hanno più avuto modo di incontrarsi, parlarsi, confrontarsi. Il suo avvocato difensore, Gloria Bacca, lo raggiungerà nei prossimi giorni. «Non ci sono altre persone coinvolte, ma non possiamo e non vogliamo escludere nulla», aveva spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara, Andrea Desideri, nel corso dell’ultima conferenza stampa a Bologna lo scorso 19 gennaio. In campo nelle indagini anche un drone per catturare immagini dall’alto per accertamenti di natura cartografica. Si tratta di un atto dovuto. «Bisogna scavare nel loro passato, sviscerare la loro vita per arrivare a capire perché lo hanno fatto». Intanto nei giorni scorsi a Torino si sono svolti i funerali dei coniugi Vincelli - Di Gianni e mentre la comunità di Pontelangorino cerca di tornare lentamente alla normalità e l’autorità giudiziaria continua a lavorare, i due adolescenti aspettano di sapere cosa ne sarà del loro futuro.
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