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Ferrara, nuove regole per l’accoglienza: nessun profugo al Giardino

Ferrara, nuove regole per l’accoglienza: nessun profugo al Giardino

L’Asp ha pubblicato l’avviso di gara per affidare il servizio di gestione dei richiedenti asilo. Accolta la volontà del Tavolo di coordinamento: non autorizzati inserimenti nel quartiere a rischio

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FERRARA. Richiedenti asilo, la gara d’appalto per i servizi di accoglienza è aperta. La gestione dell’Ati capitanata dalla cooperativa Camelot - aggiudicata con una procedura tampone dopo la censura dell’affidamento diretto da parte Anticorruzione - scadrà il 31 marzo, e giovedì l’Asp ha pubblicato le regole per la nuova procedura. Una procedura aperta, secondo quanto stabilito nella convenzione tra Asp e Prefettura rinnovata a dicembre, per individuare con gara pubblica il soggetto con i migliori requisiti per la gestione del servizio di accoglienza. Da qui anche la nomina di un Responsabile unico del procedimento (Rup), individuato in Fabrizio Samaritani, responsabile Affari generali e Personale dell’Asp.

Il capitolato speciale recepisce inoltre gli orientamenti emersi dal Tavolo di coordinamento, a cominciare dall’ “esenzione” di una delle tre aree della zona Gad - il quartiere Giardino - dall’accoglienza di nuovi profughi. «Al momento - si legge - il Tavolo di coordinamento non autorizza nuove attivazioni in zona Giardino a Ferrara»; va da sè che l’esclusione non riguarda le zone Arianuova e Doro. È lo stesso organismo (composto da Prefettura, Questura, Asp e Comuni) a regolare infatti l’attivazione di nuove strutture sul territorio provinciale «per assicurare l’equa ripartizione delle accoglienze». In questo caso il criterio è stato quello di prevenire malumori e proteste in un quartiere già esacerbato da polemiche per situazioni di degrado lamentate dai residenti.

A dettare le linee guida del capitolato è il patto tra Prefettura e Asp rinnovato a dicembre e che mira a garantire i servizi di accoglienza temporanea dei richiedenti protezione internazionale, secondo gli obiettivi del Sistema per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). La gara aggiudicherà la gestione del servizio di accoglienza dei richiedenti asilo, inclusi quelli già ospitati in tutta la provincia sia in abitazioni civili e strutture comunitarie, sia in strutture ricettive come alberghi, agriturismi e case-vacanza. A questo proposito, vengono fissati anche precisi paletti sulla capienza massima delle strutture, con un tetto di 28 persone per alloggio per case private e centri di accoglienza, e di 60 persone in un’unica struttura per alberghi, agriturismi o case vacanza.

Le strutture ricettive, in ogni caso, saranno le ultime a cui si farà ricorso in caso di emergenza, dando invece priorità alle abitazioni civili e ai centri di accoglienza.

L’affidamento riguarda un periodo di nove mesi, dal 1 aprile al 31 dicembre, con possibilità di proroga per un altro trimestre.

La base d’asta è di poco meno di 10 milioni 850mila euro per nove mesi e 14milioni 404 mila euro per un anno, attraverso fondi del Ministero degli Interni.

Il termine per presentare le offerte all’Asp scade il 3 marzo a mezzogiorno. Un’ora più tardi nella sede di corso Porta Reno saranno aperte le buste per una prima verifica della regolarità e della completezza della documentazione, concedendo altri dieci giorni per eventuali integrazioni.

I concorrenti dovranno essere in grado di garantire una serie si servizi integrati, da quelli materiali (vitto, alloggio e vestiario) ad attività di inclusione sociale come la mediazione linguistico-culturale, l’orientamento per poter conoscere e accedere ai servizi del territorio, la formazione e la riqualificazione personale, attività di supporto per l’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, tutela legale e psico-sanitaria, trasporto, aggiornamento e gestione della Banca Dati. Premessa del capitolato, infatti, è quella di mettere al centro del sistema Sprar proprio le persone accolte, «le quali non sono dei meri beneficiari passivi di interventi in loro favore, ma protagonisti attivi del proprio percorso di accoglienza».

Dovere del gestore dell’accoglienza sarà inoltre quello di svolgere controlli, anche notturni, soprattutto «nelle strutture dove non è prevista la guardiania o la presenza di personale».

Tra i requisiti indicati per poter partecipare alla gara d’appalto, l’aver maturato almeno due anni di esperienza in servizi analoghi e avere la disponibilità degli immobili al momento della presentazione dell’offerta. Quest’ultima sarà valutata sotto il profilo tecnico (massimo 80 punti) ed economico (massimo 20 punti) per poter stilare una graduatoria dei soggetti ammissibili. L’aggiudicazione sarà effettuata in base all’offerta economicamente più vantaggiosa e si procederà anche in presenza di una sola offerta valida.

Alessandra Mura

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