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il racconto del reduce

«La prigionia mi ha segnato»

«La prigionia mi ha segnato»

Ghirardini fu inviato in un campo di lavoro in Germania nel 1943

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«Dopo l'Armistizio dell'8 settembre io non accettai di passare sotto il comando tedesco e quindi fui arrestato ed inviato in un campo di lavoro vicino a Norinberga». Giovanni Antonio Ghirardini di Argenta premiato ieri fra gli internati, è nato nel 1924 ma è ancora molto attivo ed in forma. Le difficoltà le ristrettezze, la fame ed il freddo patiti durante un anno di prigionia non hanno per fortuna minato il suo fisico ancora forte. «Non fu un periodo facile - ricorda- ma fu un'esperienza che segna tutta la tua vita e che non si dimenticherà mai. Ero nell'esercito e al momento dell'arresto mi trovavo a Ravenna. Da lì fui mandato in Germania insieme ad altri undici italiani fra cui vi era un ferrarese di Migliarino di cui in seguito persi completamente le tracce. Ci facevano lavorare l'alluminio e ho avuto paura di non farcela. Invece sono riuscito a tornare ed oggi eccomi qui con mio figlio a ricevere questa medaglia davvero meritata». ( mar.go)

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