«Mamma Rosi ha raccontato barzellette»
La parte civile contro la madre di Ruszo, e la procura ringrazia i Tartari per la dignità e il silenzio
Sono sempre stati presenti in aula, Rita e Marco Tartari, sorella e fratello di Pier Luigi, ucciso dopo essere stato abbandonato nel tugurio di Fondo Reno. Ieri a conclusione della sua richiesta di ergastolo, il pm Savino ha rivolto poche parole a loro, che tutta Ferrara condivide. Commosso rivolgendosi ai Tartari ha dato atto «della loro grande dignità e del silenzio, portando sicuramente una croce per questa tragedia». Per la quale volutamente sono sempre stati lontani dai riflettori di Tv e dai taccuini dei giornali. Rita dal canto suo, ieri chiusa nella sua solita sobrietà comunicativa si limitava a sottolineare l’incisività del pm Savino, nella “giustificazione” dell’ergastolo: «per punizione degli imputati e protezione della società». Affinchè qualsiasi sentenza che verrà decisa possa servire da lezione, dissuasione, monito. Sobrio anche il loro legale di parte civile, ma illuminante sull’unica ombra rimasta del processo: il ruolo di Rosi, la madre di Ruszo, Sivakova Ruzena. Eugenio Gallerani, il legale di Rita e Marco ha invitato più volte i giudici della Corte e il presidente Rizzieri che dovrà spiegarlo ai giudici popolari, a leggersi attentamente le intercettazioni che la riguardano. E’ caustico Gallerani: ricordando che Rosi «è venuta a raccontarci barzellette», «a prenderci in giro». Rosi che sapeva tutto del figlio ma non ha detto nulla. Ruszo, figlio di Rosi, ha sempre detto che la decisione di andar a rubare da Tartari era stato di Pajdek: «Aveva lui tutte le informazioni su dove andare a rubare», disse Ruszo. «Certo - ironizza Gallerani - la madre abita nella casa di fianco ed è Pajdek a sapere dove rubare in quella casa». Rosi che «disse che la sera dell’assalto in casa non vide nulla, mentre Pajdek - credibile - ha indicato di averla vista per ben due volte, al loro arrivo quella sera e prima di andare a prelevare il bancomat nel primo tentativo in via Comacchio». Ruszo? «Sì ha confessato- spiega Gallerani - ma tende a far di tutto per minimizzare il suo ruolo». E infine non interessa chi ha picchiato o chi no. Anzi Gallerani citando il medico legale Maria Rosa Gaudio lo spiega ai giudici, ricordando le conclusioni della perizia medico legale, poichèTartari fu sopraffatto da una forza sproporzionata. Immobizzato e picchiato. Da più persone: tutti e tre insieme. Lui come parte civile non può chiedere condanne, indica «una pena di giustizia», poi elenca le cifre per i risarcimenti danni, morali e materiali. Ben sapendo che nessuno pagherà mai dei tre assassini che hanno ucciso Tartari. Per poco più di 3000 euro.
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