Richiedenti asilo, superata quota mille ma il tetto è a 1.500
I numeri dei posti attivati nel Ferrarese per l’emergenza: sono 1.035. E Fabbri (Lega) tuona: ci opporremo con tutte le forze
FERRARA. La convenzione sottoscritta da Asp e Prefettura ipotizza che la provincia di Ferrara possa accogliere fino a un massimo di 1500 richiedenti asilo, un tetto non ancora raggiunto dal nostro territorio. Attualmente nel Ferrarese, secondo i dati aggiornati al 10 gennaio, sono presenti 1.035 ospiti così suddivisi: 62 nello Hub di Pontelagoscuro, 813 nei Centri di Accoglienza Straordinaria gestiti dall’Asp, 152 inseriti nei progetti Sprar e 8 gestiti dalla cooperativa sociale Meeting Point di via Smeraldina. Ogni “gruppo”, in realtà, rappresenta uno stadio del percorso di accoglienza dei richiedenti asilo, ovvero persone che non vogliono tornare nel loro Paese perché hanno il fondato timore di essere vittime di persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, orientamento sessuale o simpatie politiche, con violazione dei propri diritti umani.
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È il Governo a stabilire la ripartizione numerica dei richiedenti asilo nelle diverse Regioni, in base alla popolazione residente, mentre il Tavolo regionale svolge un ruolo di coordinamento per ottenere una distribuzione diffusa dei profughi tra le varie province. Il primo passaggio è l’arrivo dei profughi del centro di primissima accoglienza regionale, nel caso dell’Emilia Romagna, l’Hub di Bologna, per un periodo fino a tre mesi. Poi il trasferimento nel Centri di accoglienza straordinaria che, nel Ferrarese, avvengono all’Hub di Ponte o nelle strutture temporanee gestite dall’Asp. Queste ultime, nella nostra provincia, sono 65 tra abitazioni civili e centri di accoglienza (58) e strutture ricettive (7). La gestione degli ospiti viene poi affidata a un ente gestore, in genere un’associazione o una cooperativa sociale o, come a Ferrara, a un’associazione temporanea di impresa (Ati) che riunisce 13 cooperative: si tratta del terzo step del processo di ospitalità, la cosiddetta accoglienza diffusa modellata dallo Sprar e che attualmente coinvolge 152 ospiti in territorio ferrarese.
Sono 17, su 23, i Comuni in cui sono presenti profughi. Ferrara ne conta 540 (467 gestiti dall’Asp, 8 dalla Meeting Point e 65 Sprar), seguita da Fiscaglia con 52, Copparo (46), Vigarano Mainarda (41), Argenta (38), Ostellato (37), Codigoro e Berra (36), Cento (34), Comacchio (28), Poggio Renatico (20), Sant’Agostino (17), Ro Ferrarese (14), Jolanda di Savoia (13), Tresigallo (11), Masi Torello (6) e Bondeno (4).
L’80 per cento sono uomini, le donne rappresentano appena un quinto. In prevalenza provengono dal Paesi dell’Africa subsahariana come Nigeria, Senegal o Costa d’Avorio, meno numerosi i richiedenti asilo dal Pakistan e dall’Afghanistan. Sono molto giovani: il 95% è sotto i trent’anni e tra questi la maggior parte ha tra i diciotto e i vent’anni. Solo il 2% ha 40-50 anni e altrettanti sono i bimbi accompagnati dai genitori.
"Siamo pronti ad opporci in tutti i modi possibili allo sciagurato nuovo bando provinciale, con il quale s'intende invadere Ferrara con altri 500 immigrati" tuona Alan Fabbri (Lega Nord). In realtà il bando è lo strumento della convenzione Asp-Prefettura, che prevede appunto la possibilità di salire fino a 1.500 ospiti, ma il capogruppo leghista ha messo nel mirino la base d'asta di 10.850.000 euro, che possono salire a 14,4: "Una cifra enorme che a nostro avviso non ha giustificazioni, riferendosi all'arrivo di potenziali clandestini e che dovrebbe essere impiegata altrove, per esempio sulla sicurezza o nell'aiuto ai tanti poveri creati dagli ultimi governi. Se con le prossime elezioni andassimo al governo, come primo atto chiederemo di rimuovere dalle loro poltrone tutti i prefetti che si sono prestati ad agevolare questa sconsiderata politica delle 'porte aperte per tutti' del Pd".
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