Uniti contro le mafie per una società più giusta
Ieri ha fatto tappa a Ferrara “Il viaggio legale”, un percorso di cittadinanza Ricordato il sacrificio del giornalista Siani, ucciso dalla camorra a 26 anni
E’ arrivata anche a Ferrara la Mehari verde di Giancarlo Siani, il giovane giornalista ucciso a 26 anni il 23 settembre del 1985, per volere della camorra, proprio mentre era a bordo della sua auto. L’esposizione in piazza municipale dell’auto simbolo della lotta alla criminalità, rimasta per la giornata di ieri, rientra nell’ambito del progetto “Il viaggio legale”, e la tappa ferrarese è stata organizzata da Cgil e Libera Ferrara. L’auto sta facendo tappa in vari comuni dell’Emilia Romagna, è arrivata a Piacenza lo scorso novembre, per concludere il suo viaggio il 5 marzo a Ravenna. La scelta della regione non sembra casuale, dato che proprio recentemente, anche l’Emilia Romagna, in seguito all’inchiesta Aemilia si è scoperta pervasa dalla criminalità organizzata, in particolare dalle ‘ndrine calabresi. Come spiega Riccardo Grazzi, della segreteria provinciale Cgil, Il viaggio legale è un progetto itinerante che si snoda lungo l’Emilia, e lo scopo è promuovere la legalità, dibattere di quale siano i punto oscuri che mettono a repentaglio società e lavoro. L’idea di questo viaggio nella legalità è nato anche prima dell’inchiesta Aemilia, già dal 2014, quando si è accertato che trasporti, oltre a appalti, facchinaggio e edilizia, sono i comparti lavorativi più a rischio. Poi l’idea si è allargata, per coinvolgere tutti nella promozione della legalità. Nel pomeriggio, Cristiano Zagatti, segretario Cgil Ferrara, ha moderato, alla Sala dei Comuni, il dibattito “Testo unico sulla legalità e sua rilevanza nel contrasto alle economie criminali, al lavoro irregolare, allo sfruttamento e per una maggiore riqualificazione del tessuto socio economico produttivo”. Sono intervenuti il sindaco Tiziano Tagliani; Gian Luigi Nobili, dirigente Er; Mirto Bassoli, segretario Cgil Emilia Romagna; Donato La Muscatella, referente di Libera Ferrara. Il testo Unico, elaborato in Regione, introduce misure innovative di contrasto alla criminalità, valorizzando anche le attività di promozione alla cultura della legalità, e ha ricevuto il plauso da Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anti-corruzione. Zagatti, nell’introdurre l’argomento, ha snocciolato alcuni dati relativi a Ferrara: «La direzione provinciale del lavoro a giugno 2016, su 596 ispezioni, ha accertato 275 irregolarità, di cui 298 irregolarità e 150 lavoratori in nero. L’Inail a settembre 2016 su 121 accertamenti ha riscontrato 104 irregolarità, 536 lavoratori irregolari, 19 in nero, 14 infortuni sul lavoro gravi o mortali. Anche l’Inps, su 237 accertamenti ha riscontrato 194 irregolare. Parlare di legalità è dunque necessario all’interno della nostra provincia». Filo rosso del dibattito, la centralità del Testo Unico, cui si è giunti dopo un anno e mezzo di lavoro, e la prevenzione all’illegalità, che passa attraverso la cultura e l’istruzione.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
