La Nuova Ferrara

Ferrara

Ecco la Ferrara degli oltre cento cerotti

di Gian Pietro Zerbini

Pubblico e privato al lavoro: la città sembra un cantiere a cielo aperto per sanare soprattutto le ferite del sisma

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FERRARA. Viene quasi d’istinto indossare il caschetto protettivo mentre si cammina per Ferrara o si attraversa la città in bicicletta. In questo inizio del 2107 sono tantissimi infatti i cantieri per la ristrutturazione edilizia e basta guardarsi intorno per scoprire quanti “cerotti” ci sono nel centro storico.

Pubblico e privato sono al lavoro da anni soprattutto per sanare le gravi ferite lasciate dal terremoto. Dopo la messa in sicurezza in conseguenza delle scosse del 2012, si è passati ora in molti casi alla fase 2 quella della ristrutturazione vera e propria. A cinque anni del sisma si può dire che l’opera di consolidamento soprattutto delle strutture più danneggiare si sta avviando progressivamente e il risultato è appunto vedere nuovi transennamenti e impalcature, che occupano anche porzioni di strade e marciapiedi.

Alcuni edifici erano già danneggiati e degni di sistemazione prima ancora del terremoto, che ha ingrandito i problemi strutturali già esistenti. Il sisma in particolare ha danneggiato fortemente a Ferrara gli edifici di più vecchia data e il conto maggiore lo hanno pagato soprattutto i palazzi storici, le chiese e le basiliche anche queste costruite nei secoli scorsi e quelle abitazioni private datate e che si trovano soprattutto vicino al Volano (la zona più colpita) e nella zona medioevale. Pubblico e privato si diceva, ognuno per le proprie competenze e proprietà, sono impegnati in uno sforzo di far tornare alla normalità e se possibili migliorare anche la struttura statica, adeguando il tutto con le normative antisismiche. Capita così di vedere a pochi metri di distanza tra piazza Ariostea e corso Porta Mare, le transenne a Palazzo Massari in vista del restauro per sistemare il polo museale cittadino dell’arte moderna e quelle a palazzo Bevilacqua-Mazzucchi interessato a un abbellimento del portico e alla fine di Palestro spunta una nuova mega impalcatura all’incrocio con Giovecca con la ristrutturazione di palazzo Braghini Rossetti. In pieno centro la facciata del Duomo è il simbolo dei lavori in corso in città anche perché in piazza Trento Trieste c’è pure un’impalcatura stile mantovana per il campanile mentre in piazza Municipale continua il cantiere per restaurare il porticato. A proposito di palazzi celebri non passano inosservate la vistosa fasciatura con cui è cinto Palazzo Gulinelli in corso Ercole d’Este e le trasenne a Palazzo Calcagnini dove Unindustria ha la sua sede in via Montebello. Visibili senza binocolo anche i muri puntellati in città. Separati da piazza Travaglio sono evidenti quelli in via Spronello e quello di via Piangipane, anche questi in uno stato precario ancora prima del 2012. Tante anche le abitazioni private che sono oggetto in questo momento di ristrutturazione in pieno cento e spiccano per le evidenti impalcature: molte nella zona di via XX Settembre e Carlo Mayr. In un punto via Terranuova c’è pure una doppia strettoia. Recentemente sono stati tolti anche alcuni “cerotti” non messi per il cantiere edile, ma per evitare crolli, come nel caso di Casa Romei, con caduta di pezzi di intonaco sul marciapiede e la colonna con la statua di Niccolò III in piazza Cattedrale per il cedimento di alcuni frammenti marmorei.

Altri cantieri apriranno entro l’anno, per una Ferrara che giustamente vuole apparire più bella e sicura, migliorando l’estetica di edifici e monumenti. Puntando sul turismo, anche l’occhio vuole la sua parte.

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