Il dilemma delle prescrizioni
Il Borgo ritiene «che l’amministrazione comunale abbia accettato da troppi anni un’estensione del vincolo sul proprio territorio che non serve a tutelare l’essenza cultural-letterario dei luoghi ma,...
Il Borgo ritiene «che l’amministrazione comunale abbia accettato da troppi anni un’estensione del vincolo sul proprio territorio che non serve a tutelare l’essenza cultural-letterario dei luoghi ma, in molti casi (troppi) finisca per vessare i suoi cittadini con assurde prescrizioni che non rispecchiano la realtà del territorio. Quale tipologia di fabbricato il vincolo si propone di tutelare? Quale ambiente si vuole preservare? La struttura del podere agricolo a filari non esiste più, gli stradelli e le capezzagne, un tempo vie di accesso di pedoni o animali ai campi, sono scomparsi o circoscritti al passaggio dei mezzi meccanici. Le specie arboree tipiche dell’800 sono state in parte sostituite da essenze alloctone come conifere e da piantagioni arboree industriali. L’ambiente ottocentesco del territorio comunale era un tempo caratterizzato da poche costruzioni ben individuabili (Palazzone, la chiesa di Guarda, la villa Beicamina, qualche fabbricato dell’abitato di Guarda), ma oggi alcuni di quei fabbricati più modesti sono scomparsi (quelli attorno alla vecchia chiesa di Piazza vecchia, attuale via Repubblica) e quelli di recente costruzione non hanno alcuna caratteristica peculiare». I luoghi bacchelliani comprendono il mulino sul Po (da tempo in un cantiere di Gorino per lavori di sistemazione), un reticolo di piste ciclabili dove partendo da Ro, dove insiste il collegamento con la pista ciclabile "Destra Po" che attraversa per 17 km comune e l'intercomunale "Copparo/Ro" per altri 10 , Il parco perifluviale e arboreto di Ro. Il parco perifluviale del Po interessa circa 9 ettari di area boschiva.
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