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«Via i vincoli bacchelliani per l’area artigianale»

«Via i vincoli bacchelliani per l’area artigianale»

Ro, un ordine del giorno della lista civica Il Borgo. Chiesta la rimodulazione anche per i fabbricati non riconducibili all’ambiente storico culturale

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RO. Un ordine del giorno riguardante la rimodulazione dell’ampliamento del "vincolo bacchelliano” che grava su fabbricati, vegetazione arborea, ed aree del Comune di Ro è stata presentato dalla lista civica “Il Borgo”. Nel 1999 un decreto legislativo ha vincolato l’intera area golenale del Comune di Ro, a tutela dei luoghi (da Guarda, lambendo l’abitato di Ro, fino alla golena) descritti da Riccardo Bacchelli nel romanzo “Il mulino del Po”; il 3 giugno 2003la Sovrintendenza Regionale per i beni e le attività culturali dell’ Emilia Romagna ha vincolato un’ulteriore parte del territorio comunale, includendo l’intero abitato di Ro e Zocca e l’area fino al fiume, imponendo vincoli urbanistici e ambientali sull’area fluviale ed agricola, oltre che su aree prive di ogni interesse storico-culturale-ambientale, come quella artigianale di via Po in Ro capoluogo; l’ampliamento del vincolo produce i suoi effetti urbanistici e giuridici pur in mancanza del decreto applicativo di emanazione ministeriale;

il 31 luglio 2003, l’allora sindaco Gabriele Raisi contesta alla Sovrintendenza regionale per i beni culturali la proposta di ampliamento delle aree da sottoporre a vincolo rilevando , fra l’altro, che tale vincolo: potrebbe essere esteso per analogia di caratteristiche all’intero tratto del Po considerato le tante anse del fiume e le relative pertinenze golenali presenti; è stato esteso ad un area artigianale – commerciale di completamento di Ro: ne chiede lo svincolo ritenendolo privo di interesse culturale e incompatibile con i fabbricati esistenti. Lo scorso anno è stato approvato il Piano Urbanistico operante sui Comuni dell’Unione Terre e Fiumi. In tale documento gli amministratori roesi hanno confermato l’estensione del vincolo proposto dalla Sovrintendenza, ritenendo «l’estensione del vincolo un elemento che apporta un ulteriore potenziale valorizzazione paesaggistica a vantaggio delle vocazioni turistico- ricettive». Oggi, nelle aree vincolate (tre quarti del territorio comunale) per tinteggiare la propria casa o abbattere un albero, oltre alla comunicazione all’ente competente Unione si deve chiedere anche l’autorizzazione alla Sovrintendenza ai beni culturali di Bologna, con l’aggravio di costi e di disagi che tale operazione comporta per il cittadino. Con l’approvazione dell’ordine del giorno il coniglio comunale «impegna sindaco e giunta ad assegnare un mandato specifico al servizio edilizia dell’Unione Terre e Fiumi per rinegoziare con la Sovrintendenza regionale per i beni culturali dell’Emilia Romagna i termini dell’ estensione del vincolo bacchelliano del 3 giugno 2003, in particolare: venga liberata dal vincolo l’ area artigianale-commerciale e garantita attorno ad essa una ragionevole area di espansione; venga mantenuto il vincolo sui fabbricati di interesse storico del territorio e vengano liberate dalle limitazioni le altre aree e i fabbricati non riconducibili all’ambito storico- culturale bacchelliano; venga mantenuto, come per gli altri Comuni dell’Unione Terre e Fiumi, un vincolo comunale sulle sole specie arboree autoctone e sulla tinteggiatura degli edifici».

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