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Capannone con amianto «Da comprare e demolire»

di Samuele Govoni
Capannone con amianto «Da comprare e demolire»

Massa Fiscaglia, una raccolta di oltre 400 firme per l’abbattimento dello stabile Alberti (Aeac): è nocivo per l’ambiente e per le persone che abitano la zona

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MASSA FISCAGLIA. C’è una struttura, situata appena prima dell’ingresso del centro abitato di Massa Fiscaglia e a pochi metri da un complesso residenziale di recente costruzione, che è abbandonata da anni. Un vecchio capannone fatiscente, in stato di abbandono, incuria e zeppo di amianto. Sono mille metri quadrati di coperture in amianto tra capannone e stabili adiacenti. Praticamente un mostro artificiale che da anni versa in condizioni di degrado.

«La struttura è abbandonato da vent’anni, era di proprietà di una ditta di Verona, la Albafrigor, e veniva utilizzato per la lavorazione della frutta. Da qualche mese però - spiega Alberto Alberti, presidente dell’associazione esposti amianto e altri cancerogeni (Aeac) - lo stabile e tutto il perimetro, sono in mano a un curatore fallimentare. Quindi i margini di azione per sbloccare la situazione ci sarebbero. Cosa si dovrebbe fare? Si dovrebbe acquistare, radere al suolo e bonificare tutto». Ed è questa la proposta che Alberti ha fatto all’amministrazione comunale di Fiscaglia: acquistare lo spazio a costo zero, demolire, smaltire l’amianto e, di conseguenza, bonifcare l’area; magari progettando qualcosa di nuovo su quel terreno “tenuto in ostaggio” da decenni. «Ne abbiamo parlato alcune settimane fa, tra Natale e capodanno ma - spiega Alberti - al momento non ho ancora ricevuto una risposta. Mi rendo conto che le risorse sono poche e sempre meno, ma penso anche che sia doveroso trovare una soluzione a questo problema; a maggior ragione ora che gli stabilimenti sono in mano a un curatore fallimentare». A sostegno di questa proposta è stata lanciata anche una raccolta firme: sono già oltre 400 i cittadini che hanno aderito dando il proprio consenso. Il tetto del capannone sta cedendo, quello della palazzina accanto è sfondato e i pannelli di amianto spezzati e ripiegati su loro stessi. «Sappiamo tutti - prosegue Alberti - che le fibre si disperdono nell’aria e qui tutto sta andando in malora. Mi auguro davvero che l’amministrazione possa farsi carico di questo problema». L’attenzione da parte di sindaco e giunta relativamente alla bonifica del territorio dall’amianto è alta da tempo. Oltre ai bandi pubblicati e agli incentivi proposti per lo smaltimento di piccole quantità di amianto, c’è anche l’attività informativa che viene effettuata sul territorio di Fiscaglia grazie alla collaborazione del Comune con Aeac presieduta da Alberti. Fino all’anno scorso un altro punto di riferimento importante su tutta la zona per la lotta all’amianto era Giancarlo Mucchi, deceduto l’estate scorsa. «Il sindaco Mucchi e il vice Tosi sono molto sensibili e attenti a questa piaga. È per questo - chiude Alberti - che confido in uno sviluppo positivo della vicenda; quel capannone deve essere abbattuto e i piccoli fabbricati privati bonificati».

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