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comacchio in fibrillazione

Capitale della cultura, la finale

Capitale della cultura, la finale

Oggi alle 15 il verdetto. Il sindaco Fabbri: «Ci dobbiamo credere»

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COMACCHIO. «Siamo in finale, ci dobbiamo credere tutti. Si apre un periodo interessante e frizzante. L’obiettivo è il riscatto del territorio per il grande salto di qualità». Oggi alle 15 si conoscerà la città vincitrice di Capitale italiana della cultura 2018. E il sindaco Marco Fabbri è in fibrillazione. Il presidente Stefano Baia Curioni comunicherà al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, quale delle dieci città finaliste (Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo torinese, Trento) sarà designata capitale italiana della cultura 2018. Il dossier di 60 pagine, spedito il 30 giugno scorso al Ministero dei beni e delle attività culturali e che «a differenza di altre città, anche più blasonate, non abbiamo puntato a grandi nomi e grandi etichette. Noi abbiamo puntato sulle nostre tradizioni e sull’entusiasmo.I punti focali del dossier sarà fruibile sul portale del Comune».

Tre sono gli elementi cardine del dossier: Paesaggio culturale, Identità ed innovazione, e Ieri, Oggi Comacchio in una stretto connubio tra uomo ed ambiente con al centro il tema della sostenibilità. «Comacchio è il cuore del parco del Delta del Po insignito di un prestigioso riconoscimento, perché dal 2015 è diventato con il parco Veneto tredicesima riserva della biosfera Mab Unesco ed è su questo che è partita una grande sfida».

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