Ladri acrobati in aziende e negozi
San Giuseppe, tre furti messi a segno nella zona artigianale. I titolari delle attività: non sappiamo piu come difenderci
SAN GIUSEPPE. È di tre furti messi a segno e uno solo tentato, il bilancio della scorribanda notturna, avvenuta a San Giuseppe nella notte di venerdì scorso, ad opera di ladri, probabilmente ben organizzati, oltre che determinati. Tutto comincia intorno all’una e mezza in via dei Mestieri, dove le telecamere dell’azienda “Progetto Casa”, che si occupa di costruzioni e ristrutturazioni edili, riprendono un soggetto incappucciato che con scatti da trapezista si muove sulla cima delle pareti del magazzino, raggirando i sensori dell’allarme posto al di sotto. Da solo, ma probabilmente con l’ausilio di qualcuno all’esterno, il ladro riesce a portare via gran parte dell’attrezzatura leggera da cantiere. «Nel gennaio di un anno fa – racconta il titolare, Fabrizio Ferroni - hanno portato via attrezzi per 105mila euro, oltre ad un camion. Stavolta il danno è minore, ma mi vedo costretto a posizionare le telecamere anche all’esterno».
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Con una scala recuperata in cortile, il ladro ha raggiunto il tetto del magazzino e dopo aver frantumato due vetri, si è introdotto nella struttura per mettere a segno il furto, scoperto poi l’indomani. La zona è prevalentemente occupata da insediamenti artigianali e non risulta che nessuno abbia sentito rumori. Ignoti, probabilmente gli stessi, con la medesima tecnica, dopo aver tagliato lucchetti e serrature dell’azienda “Fratelli Arveda”, dedita alla produzione e vendita di manufatti in cemento vibrato, si sono guadagnati l’ingresso dell’ufficio, dove sono ancora evidenti i segni di scasso. Una volta giunti all’interno, hanno sottratto una cassetta di attrezzi edili e «con una mazza recuperata nel nostro capannone – spiega Massimo Arveda, uno dei titolari - si sono scaraventati sulla cassaforte. A forza di mazzate sono riusciti a romperla, ma non hanno trovato soldi, perché già due anni fa avevamo subito un furto e in quel caso erano riusciti a trovare la chiave per aprire». I ladri però hanno prelevato un Fiat Fiorino dell’azienda, di valore prettamente affettivo perché «custodiva oggetti appartenuti a mio padre – aggiunge Arveda – e per questo speriamo che ce lo restituiscano».
Il veicolo probabilmente è stato poi impiegato per trasportare la merce rubata anche nel terzo colpo, messo a segno nella parallela via dell’Artigianato, all’interno dell’azienda “Pagliato Carlo”. «Hanno tagliato i lucchetti della cancellata e forzato la serratura – racconta Luca Pagliato, figlio del titolare dell’azienda che vende e noleggia macchine da movimentazione terra – e hanno portato via un tablet, una macchina tagliasuolo, attrezzatura edile. Ora installeremo l’allarme».
Ultima incursione nell’abitazione di fronte, dove vive un idraulico in pensione, Melchiorre Ferroni, con la moglie Oderia. Porta scassinata, ma non risulta che sia stato rubato nulla. Tutti gli episodi sono stati regolarmente denunciati ai Carabinieri di Porto Garibaldi. Gli inquirenti, come sempre, stanno lavorando all'identificazione degli autori dei furti, a seguito dei quali sono stati compiuti accurati sopralluoghi da parte dei Carabinieri di Comacchio. Gli atti sono finalizzati alla ricerca di tracce o di elementi utili a ricostruire i fatti e ad individuare i ladri.
Katia Romagnoli
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