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Sos camici bianchi, fuga dalle specialità

Mancano medici dell’emergenza. E nei prossimi anni si farà sentire la carenza di pediatri e chirurghi

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Siamo ormai abituati agli annunci che segnalano la carenza di tornitori, falegnami e saldatori, da anni chimere per molti artigiani alle prese con un’offerta di lavoro che cerca altri sbocchi sul mercato, più o meno lontani dall’area dell’impegno manuale. È meno frequente l’annuncio - anche disperato - di chi cerca personale nel mondo delle professioni. Ma questo non significa che a Ferrara questa carenza non si avverta: ad esempio per i medici del settore dell’emergenza/urgenza (pronto soccorso, medicina d’urgenza). Ne mancano almeno tre al pronto soccorso di Cona e il direttore generale, Tiziano Carradori, ha già annunciato il ricorso a un bando che precederà un concorso pubblico. «Sono professionalità che non si trovano facilmente», ha dichiarato alla “Nuova Ferrara” pochi giorni fa.

Il preside della nuova superfacoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione, Melchiore Giganti, conferma che «non possono essere i singoli atenei ad aumentare il numero delle scuole. É il ministero che fissa la programmazione ed evidentemente qualche scelta è da aggiornare ma resta sempre il vincolo economico (ad un maggior numero di posti autorizzati corrisponde anche un aumento di costi). Noi dal canto nostro abbiamo attivato la Scuola d’emergenza e urgenza e dal prossimo autunno dovrebbero essere disponibili almeno tre posti per i laureati in medicina che vorranno specializzarsi in questa disciplina». Giganti elenca anche i motivi per i quali la specializzazione non è particolarmente ambita: «Viene spesso associata al ruolo di un soldato in trincea (un’immagine che da anni accompagna questa attività nelle parole degli stessi operatori, ndr) a causa dei turni, del superlavoro, della responsabilità di cui ci si fa carico visitando ogni tipo di ammalati, della necessità di svolgere anche un ruolo di filtro per i ricoveri». Nel 2014 in Italia sono usciti i primi medici specialisti in emergenza/urgenza. «Ora ci si potrà specializzare anche a Ferrara, vedremo tra qualche mese se e quanto questa nuova opportunità prenderà piede», commenta Giganti. Carenze potrebbero emergere nel giro di qualche anno per pediatri e medici di medicina generale. «Una generazione di medici di base sta per andare in pensione - sottolinea il preside - In Italia il 28% dei medici di base ha tra 55 e 59 anni e un altro 20% tra 60 e 64. Entro il prossimo decennio il pensionamento “di massa” si farà sentire anche a Ferrara». Una prospettiva comune a quella dei pediatri. «Che diminuiranno - prevede il preside di Medicina - ma l’effetto denatalità potrebbe in questo caso mitigare gli effetti». Il contenzioso medico-legale, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, sta invece scoraggianto una parte dei camici bianchi a specializzarsi nelle discipline chirurgiche e in ostetricia-ginecologia. «Il laureato ovviamente tende a considerare anche le future difficoltà legate al suo lavoro - conclude Giganti - negli ultimi anni inoltre, proprio a causa dell’aumento del contenzioso legale, non sono mancati i problemi di tipo assicurativo».(gi.ca.)

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