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In quel libro la storia della Shoah

In quel libro la storia della Shoah

“21 giugno 1944 destinazione Mauthausen” racconta la vita del finanziere Boetti

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«La responsabilità della Shoah non fu solamente di Hitler ma di tanti, italiani e di altre nazioni, che collaborarono con i tedeschi aiutandoli ad individuare gli ebrei che fortunatamente tanti altri cittadini si adoperarono per mettere in salvo».

Ieri alla Sala Agnelli nella Giornata della Memoria dedicata alla Guardia di Finanza, il maggiore Gerardo Severino (direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza - Comitato studi storici) ha fatto questa premessa, non certo per giustificare il dittatore tedesco ma per allargare invece le responsabilità.

Autore del libro " 21 giugno 1944 destinazione Mauthausen" dedicato al finanziere Paolo Boetti ed ad altri come lui che persero la vita pur di ubbidire alla propria coscienza di uomini liberi, ha poi inquadrato il difficile momento che visse l'Italia dopo l'Armistizio dell'8 settembre quando i soldati credettero che la guerra fosse finita, ed invece iniziava quella civile.

«Boetti - ha proseguito Severino - oggi rappresentato qui dalle figlie Maria Grazia e Anna Maria e dal sindaco di Finale Emilia dove era nato (va ricordato anche che, per parte di moglie, il maresciallo aiutante Giovanni Persia oggi comandante della stazione carabinieri di Portomaggiore, è parente del Boetti, ndr) insieme ad altri finanzieri ne salvò moltissimi aiutandoli ad andare in Svizzera».

L'iniziativa, cui hanno partecipato il prefetto Michele Tortora, l'assessore Annalisa Felletti e molti studenti, è stata condotta dal comandante della Guardia di finanza colonnello Sergio Lancerin che ha ringraziato sentitamente i presenti sottolineando che l'incontro conclude una trilogia sulla storia della Finanza e dei suoi protagonisti.

Dopo la proiezione di un video con alcune toccanti testimonianze, i volti ed i luoghi dove la vita di tanti finì e dove invece per altri ricominciò, la mattinata si è conclusa con la lettura del racconto di Renata Pesaro dove si ricordano le peripezie per sfuggire in Svizzera dopo le leggi razziali del 1938, mentre Anna Quarzi direttrice di Isco Ferrara si è soffermata sulla storia di tre famiglie ebree: Vittore Veneziani che fu il direttore del Coro della Scala di Milano fondatore della Corale omonima salvato con il fratello Riccardo dal brigadiere Francesco Pisano; Ferruccio Ravenna e Lina Bassani e Adolfo Hanau scampato alla strage del muro del Castello e salvato dal tenente Giuseppe Pollo e dall'appuntato Domenico Amato.

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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